La partenza per il fronte
Umberto Della Scala racconta vita in trincea, battesimo del fuoco, marce a Meolo (VE) il 11 novembre 1917
Domenica 11 novembre 1917
Alle ore 12,04 di notte parto da Milano per il Fronte. Dopo circa 30 ore di viaggio, siamo svegliati da un bombardamento accanito; cioè il martedì mattina del 13, circa le 4 scendiamo dal treno a Meolo, dove si trovano alcuni soldati del 77° che ci dicono che il loro Batt.ne, arrivato la mattina del 12, subito li mandarono in linea. Anche il nostro Batt.ne viene l’ordine di tenersi pronti per raggiungere la linea. Mentre si aspetta per la partenza, nostri aerei sono presi a bersaglio dalle batterie austriache, però nessun colpo arriva a destinazione, essendo troppo alti. La sera verso le 3, mentre arriva il 2° Granatieri, noi partiamo – così dicono – per la linea. Con noi c’è anche il 7°, che ha fatto il viaggio insieme: il 7° passa dalla strada, mentre noi passiamo sulla Ferrovia. In una fermata ci danno i viveri di riserva, ma mentre siamo a distribuire i viveri, cascano 2 granate shrapnel, che fanno una ventina di feriti e 2 morti: si principia male. Comincia a piovere e ci si bagna come pulcini. Ci rimettono in marcia, proprio convinti di andare in linea: invece, dopo quasi 4 ore di marcia con lo zaino a spalla e acqua a catinelle, ci fanno accantonare in una casa abbandonata e lì ci mettono a dormire. Mi scordavo di dire che si è saltato il pasto. Siamo appena arrivati qua, io e Citano si è scritto cartoline.
14 Novembre mattina
Siamo sempre in questa casa, ma si aspetta l’ordine per partire. Alle 8 di sera, che s’era già tutti a dormire, adunata ed avanti. Dicono che si va a lavorare. Dopo circa 3 ore a posto e lì ci mettiamo a fare i reticolati: in tutta la notte lavoriamo e la mattina dormiamo in un fienile vicino. Il bombardamento seguita ancora ed in vicinanza si sentono le mitragliatrici.
15
Al tocco, andiamo in prima linea: ci facciamo le trincee con dei sacchetti di terra e lì ci buttiamo dentro. Verso le 7 si sparò contro delle pattuglie, le quali risposero, ma allontanandosi. Verso la mezzanotte viene l’ordine di ritornare all’accantonamento ed andiamo a dormire.
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Ci svegliano ed andiamo a lavorare in un posto sempre in prima linea: però, ora, siamo al sicuro e da questa parte c’è molta calma. Il posto dove ci hanno portato si chiama Capo Sile e c’è il fiume che si chiama pure Sile. Ci mettono a fare reticolati e cavalli di Frisia e tutti i lavori di difesa. La sera, come di consueto, andiamo a dormire in un fienile.