Con i piedi sanguinanti. Spesso è così che i soldati combattono la Prima Guerra Mondiale arrivano al fronte. Lo scrivono nelle prime lettere che inviano a casa e sui diari che iniziano a scrivere dalla trincea... leggi tutto
Risultati per: marce
La valle dei feriti
Agosto 1917, il 275° fanteria è in marcia verso l’Altopiano della Bainsizza, l’ Undicesima battaglia dell’Isonzo è alle porte. Il mitragliere Agostino Tambuscio descrive la scena che si presenta ai suoi occhi appena imbocca la Valle di Doblar.
Continua a leggere »Pesare 34 kg
Di Ugo Cavallo
Ugo Cavallo fa il cuoco alla mensa ufficiali della brigata Lombardia. Tra i ricordi più nitidi della Prima Guerra Mondiale che appunta su un quaderno in cui racconta le sue memorie, c’è la macellazione di un maiale che ha eseguito magistralmente non lontano dalla prima linea,...
Dormivamo in piedi
Mortegliano, lungo la strada della grande ritirata.
Indescrivibile
È il settimo giorno della ritirata di Caporetto, lo stradone per Codroipo porta al Tagliamento.
Una pillola di dolore
Una catena di eventi raccontata in poche righe: la partenza per il fronte, l'Undicesima battaglia dell’Isonzo, la disfatta di Caporetto, la cattura, la deportazione, la prigionia, la fuga e il ritorno. È la guerra di Francesco Berrettoni.
Continua a leggere »Ho paura ho paura
Un battaglione di fanti, di cui fa parte Alfredo Zapponi, deve raggiungere a marce forzate il proprio reggimento, il 43° fanteria, vicino ad Asiago
Continua a leggere »In Austria
Alle 23 del 23 maggio il reggimento si mette in marcia, alle 4 del 24 maggio la frontiera con l’Impero austro-ungarico è valicata…
Continua a leggere »Quando un "puteo" mi salvò la vita
Di Elio Nerucci
Le tappe della ritirata di Caporetto, e gli episodi salienti, impressi nella memoria di Elio Nerucci.
In marcia verso il fronte
Di Paolo Ciotti
È il 25 maggio 1915, dalla mezzanotte del 23 l’Italia è in guerra contro l’Austria. I primi reggimenti, tra i quali il 116° fanteria di cui fa parte il sottotenente Paolo Ciotti, marciano verso il nemico.
Era meglio morire sulla Bainsizza
27 ottobre 1917: Adolfo Ballini si sta allontanando dalla prima linea per un turno di riposo, dopo che la sua batteria ha partecipato attivamente all’Undicesima battaglia dell’Isonzo. Le notizie della disfatta di Caporetto lo raggiungono in cammino.