Entro a Caporetto

Aldo Polcri racconta Ventiquattro maggio, famiglia, marce a Caporetto (Kobarid), Slovenia il 29 maggio 1915

Le prime, emozionanti ore che seguono l'ingresso in guerra vengono raccontate da Aldo Polcri in una lettera alla famiglia, in cui descrive i primi spostamenti lungo il fronte.

 

29 maggio 1915

Carissimi tutti, 

Pieno di salute, di fame e di entusiasmo ho attraversata stamani versole 9 la cittadina piena di soldati e di bandiere Italiane. Caporetto sarà forse come Sansepolcro per estensione; ma è graziosa tanto: pure mi sembrava di sognare vedendo tutte le insegne scritte in slavo compresa quella del consolato Italiano, e sentivo serpeggiare in me un certo orgoglio pensando che calcavo terreno Italiano, ma da secoli detenuto dall’Austria la quale ha trapiantato quà ormai tutto l’elemento slavo sopprimendo ogni vestigia d’Italianità. Sono contento, tanto contento; e sembra che anche la provvidenza m’aiuti, giacchè sono tre giorni che piove dirottamente e che noi marciamo accampandosi in veri pantani, pure i miei dolori non si fanno sentire e neppur compare un piccolo raffreddore. Sembra che questa volta il “Vecchio Dio” sia con noi e per noi giacchè la causa è santissima: adesso andiamo all’assedio di Tolmino: ma perché vi facciate un’idea il perché si cammina tanto, vi dirò che la nostra brigata (89° e 90°) è di riserva e così all’inizio della guerra passammo il confine a Mernicco, ed andammo in Gorizia, (nel goriziano) poi ritornammo in territorio italiano perché fummo sostituiti e venimmo a tappe, a ripassare il confine presso Pulfero e Loch: quasi alla parte opposta. Non posso aggiungere altro. Certo però, forse prima che vi giunga la presente saprete dai giornale che Tolmino è caduta e… con molti prigionieri. Sono stanco; è vero!... tanto stanco e preferirei combattere tutto il giorno invece di camminare, ma…. la guerra è guerra ed io mangio con vera fame mi sostiene la salute e con essa lo spirito; l’entusiasmo.

 

Non ho ancora ricevuto un solo saluto da che sei partita tu Rita; forse riceverò tutto assieme. Scrivete presto però, così almeno qualcuna di tante mi giungerà. Parlatemi tanto della mia cara Velmina: mi trema il cuore tutte le volte che la ricordo, ma… sento tuonare il cannone e tutto passa. E tu Rita mia, come stai?... sei buona in casa?... guarda di voler sempre tanto bene a babbo e mamma e pensa un pochino anche al tuo Aldo. Non dimenticare il mio nome alla cara Velma Bacioni cari a tutti: Babbo mamma, Rita, Patria, piccini Beppe e tanti a Velmina mia Vostro Aldo.

 

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