Tra due fuochi
Disfatta di Caporetto
Giuseppe Betti racconta ritirata, bombardamenti, cattura di prigionieri a il 16 novembre 1917
Gli austriaci, sfondato il fronte italiano a Caporetto, avanzano rapidamente, costringendo gli italiani a ripiegare oltre il fiume Piave. Anche la brigata del caporal maggiore Betti è costretta a ritirarsi per sfuggire alla cattura.
Il giorno 28 ottobre successe la disastrosa ritirata, partimmo la sera alle dieci incalzati da granate e gas asfissiante, viaggio che durò fino al giorno quattro sotto la pioggia notte e giorno piccole soste e senza mangiare, stanchi finiti arrivammo al piave, ove si trovò qualche poca di farina e essendo sotto il fuoco nemico la popolazione scappava lasciando tutte le sue sostanze, li potemmo trovare viveri che durarono circa un mese, senza cambiarsi senza notizie della famiglia solo che lavoro di trincea notte giorno, era un pensiero continuo che a stento si sopportava.
Il 16 novembre 1917 gli austriaci tentarono un colpo a Fagarè, il mio battaglione chiamato di rinforzo fu fatto tutto prigioniero, ma non potendo passare il fiume a noto si fu costretti stare in mezzo ad un isolotto con l'aqua fino alle ascelle, sotto il tiro di artiglieria loro e il nostro giornata per me indimenticabile, finalmente la sera una compagnia di soldati del 99 riuscì a scacciare il nemico e a salvare noialtri, che ormai eravamo più morti che vivi, avuti pochi giorni per rimettersi un poco ritornammo in linea nuovamente, ove ebbi il grado di sergente.