"Poi si visse felici e contenti"
Orlando Tosi racconta prigionia, famiglia a Sutri (VT) il novembre 1918
Il prigioniero di guerra Orlando Tosi torna a casa, a Sutri
A mezzanotte precisa si arrivò a Roma, alla stazione del Portonaccio. Di lì si smontò e si dovette attraversare tutta Roma a piedi. Siccome non favevamo in tempo a prendere il treno per andare al nostro paese ci si fermò a Roma visitando qualche parente. Alla sera alle si si partì dalla stazione di S. Pietro e via fino alla stazione di Capranica. Facendo questa linea il nostro cuore ci si allegrava, che davvero non ci si credeva di essere già vicino a nostro paese. Quante notti e giorni si pensava e si diceva “Quando saremo alla stazione di Capranica, che si prenderà il postale per andare a Sutri, chissà se ci arriveremo?”. Fortuna volle che ci eravamo arrivati. Dopo aver percorso tre o quattro stazioni, si ballava dall'emozione: ogni volta che fischiava il treno e si fermava, si andava a vedere la stazione e si era all'Oriolo, un altro fischio e si era a Bassano. Già pronti con la nostra roba per spettare l'ultimo fischio, infatti fischiò ed eccoti la stazione di Capranica. Subito si scese appena messi il piede a terra, si mandò un sospriro, ringraziando il Signore che ci fece arrivare sani e salvi. Subito si prese il postale; appena che si vide il vetturino, il nostro paesano Armete, i nostri cuori palpitarono di gioia. Erano le dieci e mezza quando la diligenza entrò in paese. Nel paese non si vide anima viva, erano andati tutti a letto. Imbutati dalla carrozza, per non impressionare i nostri genitori, si andette a bussare prima dai parenti e i parenti corsero ad avvertire i genitori di Giovanni, il mio paesano. Figuratevi gli abbracci dei parenti e di più dei genitori che all'improvviso senza che sapessero nulla videro il suo figlio dopo quattro anni di macello umano. Dalla emozione scoppiarono in diversi pianti, e qualche volta qualche sorrisetto dalla contentezza. Salutati i parenti io col mio paesano Giovanni si andette alla sua casa, e la notte si trascorse a casa sua perché io abitavo in campagna al Casale vicino al Camposanto e i miei genitori ancora mi dovevano vedere, andare giù a quell'ora non era decenza, e perciò tranottai lì a casa del mio amico, fino al mattino. Appena giorno ci alzassimo, si prese il caffè e via diretti al mio casale dove erano i miei genitori. Appena fui giù i miei erano stati avvisati e mi venirono incontro. Subito ci abbracciassimo e ci baciassimo e quel giorno fu il più bel giorno della nostra vita e dall'ora in poi si visse felici e contenti. Evviva la pace e abbasso la guerra.
FINE
Storia Passata di Tosi Orlano Nato a Sutri il giorno 16 Dicembre 1896
Figlio di Luigi Tosi e Maddalena Cenciotti
Ammogliato con la Signora Teresa Brigotti
Salute e mille anni di felicità
Pace e gloria ai combattenti, e ai caduti, e che Iddio ci mandi la santa benedizione.
Il Vangelo di Gesù dice che la miglior vendetta è il perdono. Perciò mentre su questo diario vi sono delle imprecazioni contro il nemico, bisogna costatare al mondo vi sono i buoni e i cattivi, perciò bisogna perdonare per rispettare i buoni, ammodoché non vadano di mezzo tutti quelli che amano il prossimo come se stessi.