"Anch'io sono stato per morire di fame..."
Orlando Tosi racconta prigionia, freddo, fame a Molovice, Repubblica Ceca il gennaio 1918
Dalla fabbrica dove ha lavorato per mesi il prigioniero di guerra Orlando Tosi viene trasferito nel campo di concentramento che lui chiama Milovig, che, scrive “si trovava in Boemia, dove ci hanno lassato la vita tanti italiani morti di fame”. Si tratta, con ogni probabilità, del famoso lager di Milovice, nell’attuale repubblica Ceca dove, di fame e freddo, morirono 17 mila prigionieri italiani.
Anch’io in questo concentramento sono stato due volte per morire di fame perché di quella robaccia che davano non la mangiavo, ma poi per fortuna ricevetti qualche pacco da casa e lì riprendevo come al lume. La gran fame aveva ridotto tanti e tanti poveracci privi di ragione, stupidi come bimbi di quattro anni che strusciando per terra raccattavano qualche porcaia e se la mettevano in bocca. Si vedevano di quelli affamati, guardando a terra, trovando qualche corteccia di patate anche fra l'immondizia la raccattavamo e se la mangiavano e se erano tre o quattro se la litigavano pure. Poi si sono viste delle cose che non si può credere, eppure io stesso posso giurare davanti a Iddio di dire la verità. Molti, raccattavano certe teste di pesci putrefatti, gettati alla latrina, fra l'orina, e senza ripulirle le mettevano in bocca e se le mangiavano. Una volta uno aveva ricevuto un pacco di pane secco, dalla fame se lo mangiò tutto; il pane dentro al corpo cresceva finché lo dovette far fuori tutto; si incontra a passare di lì uno di queste più affamati; veduto quel pane rifatto fuori a terra, cava fuori il suo cucchiaio e si mete a mangiarlo. Noi che non eravamo a quella condizione non potevamo nemmeno guardare, che toccò prenderlo a zampate per mandarlo via, ma lui non volle muoversi, finché no lo aveva mangiato tutto. Alle volte vendevano della marmellata e chi aveva i soldi la comprava e se la mangiava gettando via la carta, che andava a cadere sul pavimento, tutto sporco di sputi e catarro. Abbiamo visto qualche stupido dalla fame, come già ho detto, che non erano più uomini, raccattare le carte piene di sputacci e leccarle, che ricevevano dei spintoni da chi non poteva vedere. Questa è tutta la verità e anzi vi è ancora da dire, ma non si può nemmeno descrivere, perché è troppa sporchizia, che non si potrebbe sentire. Una sentinella che parlava italiano ha giurato che lui ha visto dei serbi che erano più affamati di noi, raccattare per meglio spiegarsi la merda secca e mangiarsela; questo tanto io quanto tanti altri che abbiamo visto cose schifose più di questa ci crediamo, ma io sono sicuro che chi le sente che non le ha viste ci si farà una risata, ma a me non mi importa.