Morte di un volontario
Monte San Michele
Egidio Cristofoletti racconta azioni, morti a Sdraussina, oggi Poggio Terza Armata, Sagrado (GO) il 13 luglio 1915
Una nuova offensiva italiana è alle porte, e in previsione di questa c’è la necessità che vengano aperti dei varchi nei reticolati nemici mediante esplosivi, affinché le truppe che andranno all’assalto possano superarli. Gli esplosivi consistevano in dei tubi contenenti gelatina, che i soldati dovevano trasportare fin sotto i reticolati senza farsi scoprire dal nemico, e quindi farli brillare. Questo tipo di missioni era ad altissimo rischio, ed era in genere svolto da volontari.
Siamo trincerati nel bosco dietro 1° linea. […]
Oggi, alle ore 12 dopo un solenne bombardamento dell’artiglieria nostra, sul reticolato di 1° linea, ho assistito all’avanzata di alcuni ardimentosi volontari che dovevano recarsi sotto i reticolati nemici a deporre e far brillare dei tubi di gelatina esplosiva – fra gli ardimentosi vi furono due soldati della mia compagnia:
zapp.re Pontil Scala Luigi
soldato Secondo Annibale
Ad un tratto furono presi a fucilate dal fianco sinistro (S. Michele) e quindi sul fronte. Cadde valorosamente colpito al fianco destro lo zapp.re Pontil Scala mentre gli altri rientravano precipitosamente in trincea.
Gli zappatori Campigotto Bortolo e Losso Giosafat, animosamente si recavano a riprendere il ferito, e col soldato Secondo, lo riportarono al posto di medicazione dove poco dopo spirava.
Lo feci rilevare e riportare nel bosco di Sdraussina ove lo feci seppellire accanto ad altri cinque commilitoni pure essi caduti sulle trincee. Così il sangue del 19° fanteria ha pagato il suo tributo in cinque giorni – dei feriti non ne parlo – sono parecchi.