Un lutto dietro l'altro
Quinto Menicucci racconta famiglia, morti a il febbraio 1917
Quinto Menicucci durante la Grande Guerra è costretto, come molti, a sopportare lutti dolorosi. Avvenimenti che annota, con toni a tratti solenni, sul suo taccuino.
1917-21 febbraio
In posizione a Dosso Prepozzone (Prepazzone, n.d.r.), Corno d’Aula (d’Aola, n.d.r.). In questo frattempo tornò dalla convalescenza (per causa ferite riportate sul Carso) mio compagno Sergente Felice Donnini da Firenze, il primo tra i primi che mi parlò per telefono, dicendomi della sua salute malferma e ci scambiammo gli auguti e i saluti; sceso dalla trincea non lo trovai più, era nuovamente partito per la sua dimora a Milano, dove morì assistito dai suoi familiari, all’ospedale di Mantegna il 12 aprile 1917.
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1917-19 agosto
Morì mio fratello Sisto, caporal maggiore 11° Reggimento Bersaglieri, sul Carso alle falde dell’Hermada. “All’umile fiore tolto alla fiorita siepe d’Italia e sparso sul cammino. Il fratello Quinto nel cordoglio e nel pianto, implora la pace e l’eterno riposo, tramandando ai posteri in segno d’affetto la sua perenne memoria”.