Partito per la guerra
Ventiquattro maggio
Quinto Menicucci racconta battesimo del fuoco, gas, morti, bombardamenti a Bosco Cappuccio, Sagrado (GO) il 6 1915
Quinto Menicucci parte per la Grande Guerra. Sul suo taccuino riporta le date, i luoghi e gli avvenimenti principali dell’esperienza che è costretto a vivere. La sua scrittura è essenziale, segue il ritmo della testimonianza necessaria, non cede il passo alle riflessioni intime e private
1915-1 giugno
partito per la guerra, in ferrovia da Milano a Gemona (Friuli)
1915-2 giugno
giunto in zona di guerra a S. Daniele del Friuli, che si spostava nei diversi Paesi di quel settore, cioè da S. Daniele a Pozzuolo, Carpeneto, Villanova dell’Judrio, Molin di Ponte, Campolungo, Vilesse, traversando il fiume Isonzo a Sagrado, su ponte di barche (dato che il ponte così detto dei due zeri, l’avevano già fatto saltare gli austriaci) raggiunsi la zona di operazione.
1915-4 agosto
al ponte, trincerati a monte Cappuccio, bosco Lancia, Carso-11° Corpo d’Armata 22^ divisione dell’invitta 3^ Armata, al comando di S. A. Reale Emanuele Filiberto di Savoia, facendo parte ai fatti di guerra di quel settore da Gorizia al mare.
[…]
1915-15 novembre
di nuovo in posizione, trincerati a Bosco Fillandia e il 18 fummo bersagliati dalle artiglierie austriache, sotto pioggia torrenziale.
1916-4 febbraio
fui mandato in prima linea all’osservatorio cima 4, per quattro giorni e notti coi fanti, tornati in Batteria il giorno 8, già trincerata a Bosco Fillandia, il giorno 13 marzo si operò per ben 36 ore sotto i lancio di gas lacrimogeni.
1916-27 marzo
Moriva tra le mie braccia un mio ufficiale S.T. Benuzzi colpito in pieno petto da una palla di srapnel trasportato a Sdraussina, a capo suo interramento, fu scritto: “Nella visione paradisiaca di Trento e Trieste redente diede la sua giovinezza alla Patria”.