"Mai passato giornate simili"
Antonio Grasso racconta bombardamenti, assalti, aeroplani a Staranzano (GO) il 5 ottobre 1916
È in corso l’Ottava battaglia dell’Isonzo. Queste sono le pagine di diario che il soldato Antonio Grasso, artigliere, ha tenuto durante quelle giornate.
Giorno 5. Questa mattina abbiamo cominciato a sparare presto con quasi tutte le batterie che si trovano su questo fronte, di piccolo e grosso calibro. La nostra batteria solo 9 colpi con l'intervallo di cinque minuti l'uno dall'altro, ma le altre batterie per tutta la giornata si sentì un rombare che non si capiva più nulla da dove venivano i colpi. Il nemico la mattina non rispose, ma dopo mezzogiorno ci bersagliò non male, anzi alle ore 4 circa ci buttò una granata dove c'era la camera dei sottufficiali, che buttò giù la casa e uccise un attendente, certo Salussoglia, e un altro ferito gravemente asportandogli metà di un piede e il muscolo di un braccio e alla testa; fu pure ferito uno della batteria vicino a noi. Insomma, la giornata fu molto pericolosa perchè si sentiva scoppiare srapnel e granate da tutte le parti ed i nostri superiori, caporali e sergenti e tutti, che da un anno e mezzo sono in guerra, non hanno mai passato giornate simili. Ora che scrivo sono le ore 7 di sera e il nemico sembra che ci lascia tranquilli, ma le nostre artiglierie, principalmente quelle di campagna, continuano a sparare, un po' l'una, un po' l'altra. Termino e mangio.
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Giorno 6. Questa mattina, dopo la notte tranquilla, cominciammo a sparare fino alle ore 10 circa facendo 9 colpi, ma le altre batterie continuarono per tutta la giornata ed il nemico tirò pochi colpi all'alba e poi ci lasciò tranquilli per tutta la giornata.
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Giorno 7. Oggi le altre batterie che abbiamo d'intorno spararono tutta la giornata e anche la notte, ma la nostra batteria non fece neanche un colpo e stemmo tranquilli tutta la giornata.
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Giorno 8. Oggi le nostre artiglierie continuarono il fuoco per tutta la giornata, ma però la mia batteria non fece fuoco; fecero fuoco soltanto il mio pezzo, un colpo, e un altro pezzo, 5 o 6 colpi. Non posso capire come si continua questa offensiva, perchè non si continua a sparare, e sì che di munizioni ne abbiamo, ora, e siamo tanti. Il nemico sembra che spari sempre soltanto per aggiustare i tiri, anzi, il nemico, oggi come quasi tutti i giorni, tirò su Monfalcone ma noi ci lasciò tranquilli. Questa sera gli aereoplani gettarono bombe vicino e sopra il Cantiere di Monfalcone e nei pressi del ponte dell'Isonzo.
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Giorno 9. Da questa mattina si sente un continuar di armi che rombano da ambe le parti, artiglierie di ogni calibro. Anzi, il mio pezzo fece 59 colpi fino alle ore 5 di sera, ma le altre artiglierie continuano ancora ora intanto che scrivo, che sono le ore 10 di sera. Alle ore 7, di sopra la nostra batteria c'erano aereoplani nemici che gettarono bombe per la quale fecero molto danno, principalmente sopra il Cantiere e sopra Monfalcone e si crede che ci siano molti feriti e morti; anzi, non solo il nemico ci molesta di sera, ma per tutta la giornata rivolse i tiri di sopra le nostre batterie sparando una artiglieria di grosso calibro, da 159 o da 305, qualche granata e molti srapnel, e noi dovemmo per tutta la giornata far fuoco sotto i colpi che ci cadevano e sempre, ogni tanto, a ripararsi sotto i sotterranei. La batteria vicino a noi ci furono 4 feriti gravi. Insomma, sul fronte dove noi abbiamo rivolto la nostra artiglieria si vede un fumo solo e si sente un rumore che non si può capire, tra le mitragliatrici, le bombarde e la fucileria. Oggi verso le ore 4 ò veduto un bordello di aereoplani, uno dei nostri ed un nemico si battevano con mitragliatrice; dopo un po' il nostro si vide fuggire verso il fiume Isonzo ed atterrare, non si sa se perché è stato offeso l'apparecchio o il guidatore.
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Giorno 10. Questa mattina abbiamo incominciato il fuoco alle ore 5 e mezza e per tutta la giornata si fece fuoco facendo 106 colpi, come pure fecero gli altri pezzi e come hanno fatto le altre batterie che si trovano sul nostro fronte, quindi si può immaginare che per tutta la giornata si sentì un rombo solo , che ci sembrava la fine del mondo, pensando che da quando siamo arrivati noi c'erano già 800 e più pezzi e ora ce n'è molti di più. Verso le ore 8 di questa mattina un nostro pezzo fece uno scoppio prematuro e ferì un nostro soldato, certo Piristetti; verso le ore 10 un altro scoppio prematuro uccise un caporale maggiore della 407^ Batteria, certo Chiara; dopo sapemmo che un proietto nemico cadde in una riservetta di una batteria vicino e uccise 2 soldati e ne ferì altri dieci. Noi non possiamo sapere il perchè di questi scoppi prematuri. Il nemico non tirò neanche un colpo sopra la nostra batteria, fece diversi colpi su Monfalcone, ma tutti i giorni ce ne arriva in gran quantità e tutti i giorni ci sono morti e feriti. Sapemmo poi dall'Osservatore che le nostre Armi a piedi si avanzarono e passarono la seconda linea nemica facendo molti prigionieri. Intanto che scrivo sono le ore 8 di sera e si sente soltanto la solita artiglieria di campagna che spara come il solito ogni tanto, ma noi abbiamo ancora i pezzi pronti e siamo coricati vestiti, attendendo da un momento all'altro che si deve sparare.
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Giorno 11. Questa mattina, fuorché la nostra batteria che cominciò il fuoco dopo mezzogiorno, le altre cominciarono il fuoco appena all'alba e continuarono tutta la giornata, sicché la giornata di oggi fu terribile come ieri, ma per fortuna nella nostra batteria non ci furono né feriti né morti e i nostri pezzi fecero 50 o 60 colpi, cessando alle 6 di sera. Il nemico ci lasciò tranquilli, noi della nostra batteria e le altre d'intorno, ma non furono tranquille le altre di Monfalcone e del Cantiere e dintorni; sapemmo che sulle nostre linee di fanteria ci fu un grosso attacco e si avanzarono facendo ancora prigionieri, ma un plotone di Bersaglieri Ciclisti da circa 800 uomini ne rimasero soltanto 200 e gli altri si suppone siano prigionieri.
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Giorno 12. Oggi come ieri facemmo soltanto 15 colpi in tutta la giornata, ma le altre batterie ogni tanto facevano delle scariche a fuoco accelerato sopra le fanterie nemiche che tentavano di avanzarsi verso i nostri, perché sapemmo che il combattimento di ieri non riuscì troppo in favore a noi, perché le nostre Fanterie e le altre armi a piedi si avanzarono e poi dovettero ritirarsi diverse volte, facendo da ambo le parti diversi prigionieri e morti e feriti. Velivoli nemici volarono questa sera sopra le nostre batterie e sul Cantiere e Monfalcone e la sera poi anche su Staranzano buttarono da ambo le parti diverse bombe.
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Giorno 13. La notte scorsa, verso l'una dopo mezzanotte, aereoplani nemici volarono sopra le nostre batterie e sui paesi vicini, gettando bombe e svegliandoci tutti; quelli che erano coricati nelle case dovettero fuggire in luoghi più sicuri. La mattina tutto tranquillo fuorché qualche batteria da campagna; anche il nemico non tirò. Dopo mezzogiorno le altre batterie fecero fuoco quasi tutte ma la nostra batteria non fece un colpo. Verso le ore 5 abbiamo assistito a un duello di aereoplani, con uno dei nostri e un nemico che si fecero diverse scariche di mitragliatrice. Verso sera, al tramonto del sole, velivoli nemici gettarono ancora bombe sui soliti posti: Cantiere, Monfalcone, strade e paesi vicini. Dalle nostre linee di fanteria si sente un gran combattimento, che si confonde tra colpi di fucili, bombarde e mitragliatrici; crediamo che l'azione che si compie in questo tempo ed oggi sia favorevole a noi.
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Giorno 14. Oggi la giornata fu tranquilla, noi non facemmo un colpo, fecero soltanto qualche colpo una batteria vicino a noi e il nemico anche non fece fuoco su di noi, fece qualche colpo nei soliti posti di altri giorni. Anche oggi abbiamo assistito ad un duello di aereoplani; la sera tutto tranquillo.
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Giorno 15. Fino a mezzogiorno tutto tranquillo fuorché qualche colpo dei nostri pezzi di piccolo calibro, e il nemico non si fece sentire. Dopo le ore 1 la nostra Marina sparò diversi colpi verso Gorizia e il nemico rispose con diversi colpi di grosso calibro e non soltanto verso dette batterie ma anche sulle nostre, il che ci fece stare al riparo per circa due ore. Qualche aereoplano nemico esplorò le nostre posizioni, come pure i nostri andarono sopra il suo fronte. Di sera poi qualche colpo delle nostre artiglierie, scambiati dal nemico che rispose con srapnel.