Cento pagnotte riportate indietro
Antonio Grasso racconta bombardamenti, assalti, svago a Staranzano (GO) il 13 settembre 1916
Inizia la Settima battaglia dell’Isonzo. L’attività dell’artiglieria italiana è febbrile e la batteria a cui è assegnato il soldato Antonio Grasso spara giorno e notte. Il nemico è lontano e invisibile, così come la violenza della battaglia. C’è solo un segnale che testimonia ad Antonio Grasso la brutalità della lotta in corso: le tante pagnotte che, non avendo trovato soldati vivi a cui essere assegnate, vengono riportate indietro dalle prime linee
Giorno 13. La notte poco movimento. Prima di mezzogiorno qualche colpo delle nostre artiglierie, il nemico non risponde; dopo mezzogiorno, lo stesso. Io col mio pezzo devo lavorare tutto il giorno per piazzarlo, perché nella notte lo abbiamo cambiato, ché non andava bene. Intanto che scrivo sono le ore 7 ½ del giorno 14. Incomincia la nostra offensiva, alla quale prendiamo parte anche noi della nostra batteria, ma solo con 3 pezzi. Non si può immaginare che cosa si sente perché sul nostro fronte c’è molta artiglieria e il tuono è continuo; e noi, essendo davanti a tutta l’artiglieria, siamo i più sbalorditi di tutti. [...]
Giorno 14. Primo giorno dell'offensiva. Abbiamo aperto il fuoco alle ore 7 antim. colla nostra batteria e con pure quasi tutte le altre che si trovano sul nostro fronte e abbiamo fatto, solo la nostra batteria, circa 105 colpi per pezzo prima di notte. E ora che sono le 10 di sera facciamo ancora fuoco, ma soltanto un colpo ogni 20 minuti. Il nemico risponde con pochi colpi ma ben aggiustati sulle nostre batterie, ma per fortuna non abbiamo avuto nessun ferito, fino ad ora. Sappiamo poi che la nostra Fanteria e le altre armi a piedi, protette dalle nostre artiglierie, hanno oltrepassato le linee nemiche fin dalle ore 9 pom. e i nostri ufficiali hanno ricevuto un fonogramma che si avanzano e che hanno fatto molti prigionieri. Per la prima giornata di oggi ho potuto vedere e costatare bene l'effetto che fanno i colpi di artiglieria.
Giorno 15. Continua l'offensiva e si continua a far fuoco, sparando anche di notte, per la quale è da due giorni e due notti che non si dorme più e l'altra notte con le intemperie, che non si sapeva più cosa si faceva, eravamo nell'acqua fino a 25 cm., con la pioggia e il vento, che non dimenticherò mai più una notte come quella. Siamo vicini a 5 Km. dal nemico e si vede l'effetto delle nostre bombe e si vede col cannocchiale le nostre armi a piedi e quelli del nemico. Il nemico finora non ci molesta; tira, si crede, sulle nostre linee di Fanteria e a noi arriva soltanto qualche colpo.[...].
Giorno 16. Continua l'offensiva ed i nostri pezzi scaldano che bisogna mettere dei sacchi bagnati sopra per raffreddarli. Si spara ancora anche di notte, ma facendo soltanto un colpo ogni quarto d'ora, e il nemico oggi non à risposto nemmeno sulle nostre artiglierie e così si faceva fuoco tranquillamente, come fare istruzione. La notte poi si sentono i nostri soldati d'Arma a piedi che sparano e le bombarde che tutta la notte si sentono bene, perchè noi siamo vicino a circa 3 Km. dalle frontiere del nemico. Sapemmo poi questa sera che le nostre armi a piedi si avanzarono facendo molti prigionieri e prendendo lì monte Santo, ma i Bersaglieri che sono partiti per andare all' attacco il primo giorno hanno avuto molti morti e feriti, per la quale tanti sono quì dove dormiamo noi, feriti leggermente e anche di quelli che non hanno potuto portarli via rimangono quì in condizioni non buone. Ci fu detto poi che le nostre artiglierie, non si sa bene in che modo, hanno fatto fuoco sopra le nostre linee, anzi si dice che è una batteria vicino alla nostra e che tirano nella stessa posizione che tiravamo noi; infatti nel più buono, quando si faceva fuoco accelerato, fu fatto cessare e noi abbiamo continuato.
Giorno 17. Oggi sempre continua l'offensiva, ma noi spariamo più poco perchè abbiamo poche munizioni e poi perchè non occorre, che di artiglieria ce n'è molta. Di giorno si spara molto colle artiglierie e di notte si sente molta fucileria e bombarde. Oggi alle 12 c'è stato l'assalto delle nostre armi a piedi e noi abbiamo allungato il tiro per non tirare su di loro. [...]
Giorno 18. Oggi le nostre artiglierie bombardarono ancora tutto il giorno e la notte, ma la nostra batteria no, perchè abbiamo poca munizione e così si potè avere un po' di riposo.
Giorno 19. Oggi le nostre artiglierie fecero poco fuoco e la nostra batteria non fece che un sol colpo. Si sente quasi tutta la notte la nostra fanteria e le artiglierie da 75, che cominciano il fuoco quasi sempre alle ore 6 di sera e continuano quasi tutta la notte. Il nemico non sparò sulle nostre batterie, ma si difese soltanto contro le nostre Armi a piedi.
Giorno 20. Oggi la nostra batteria non fece fuoco , ma le altre spararono diversi colpi. La giornata è stata molto brutta, perchè à sempre piovuto e fece vento. Malgrado il tempo brutto, si dovette lavorare coll'acqua sulle spalle, ma siamo stati tranquilli che il nemico non ci sparò. Ma per le nostre povere Armi a piedi oggi è stata una brutta giornata, sia per il tempo brutto, sia perchè dovettero combattere accanitamente ma morendo assai, perchè noi questa mattina abbiamo avuto 100 e più pagnotte che hanno portato indietro dalle prime linee, dei nostri Bersaglieri che erano restati morti. Quì, intanto che scrivo sono le ore 10 di sera e il tempo è molto brutto, piove e vento, e si sente le nostra fanterie che combattono accanitamente; si vede il faro nemico che ci rischiara fino a noi, si vedono i razzi alzarsi sulle nostre linee e si sente la fucileria e le bombarde e la mitragliatrice continuamente. Noi speriamo per questa notte di poter riposare. Anzi, se si poteva terminare i nostri burattini si doveva fare una rappresentazione, così abbiamo fatto una partita alle carte e poi al riposo; nella nostra stanza,che è sotto terra un metro e cinquanta e abbiamo circa due metri di terra di sopra, dormiamo in nove, ci sono gli otto servienti e io che sono Operaio, gli altri vanno al paese che si chiama Staranzano, distante circa 3 Km.
Giorno 21. Oggi come al solito molta azione sul nostro fronte colle nostre armi a piedi, ma le nostre artiglierie fecero poco fuoco, anzi le nostre batterie da 149 non fecero fuoco, ma non abbiamo lavorato troppo tranquilli perchè il nemico tirò qualche colpo su Monfalcone,che è circa un chilometro dietro di noi, e qualche colpo proprio vicino alle nostre batterie.
Giorno 22. Oggi lo stesso molta azione e il tempo brutto, pioggia e vento quasi sempre in favore al nemico, che per le nostre armi a piedi diventa più dura la loro opera. Si sentì il combattimento per tutta la notte, anzi, alle ore 12 di notte abbiamo avuto un fonogramma dal Comando che ci avvisava di tenerci pronti che il nemico aveva preso la controoffensiva e che se fosse andata male dovevamo far fuoco, ma per fortuna abbiamo dormito tutta la notte e così credo che si saranno difesi da soli, le piccole artiglierie senza l'intervento delle nostre.