La doccia
Alfonso Lucarini racconta prigionia, pidocchi a il dicembre 1917
Il soldato Lucarini e i suoi compagni catturati dagli austriaci, dopo una lunga marcia e un viaggio in treno, raggiungono il campo di prigionia. Qui li aspetta una doccia disinfettante.
Il giorno dipoi mettono in rango per il bagno e in una lunga fila per due veniamo introdotti dentro un grande salone ove ci fanno spogliare facendoci la perquisizione degli oggetti che contenevamo. - Silenzio, facevano che ripetere coi bastoni alla mano quei pochi facchini che sapevano un po mettere assieme qualche parola in tedesco, e che erano riusciti a imboscarsi in qualche maniera, per passarsi un poco meglio la vita; nonostante fossero figli della stessa Italia, sapevano bensì fare assai la parte degli inquisitori.
A uno alla volta veniamo rasati i capelli e qualunque altra parte del corpo e dopo lunghe ore di attesa, sempre completamente spogliati, veniamo introdotti nella sala appresso ove grandissime docce da bagno si attendevano. Su una panca all'entrata posavano quattro catinelle di ferro contenenti sapone in lisciva. Qualcheduno di questi inquisitori coi nervi di bue in mano, stava pronto per batterlo sulla carne fragile e dimagrata dallo stento di qualcuno che dalla sbadataggine o all'insaputa passava senza fregarsi con quella specie di sapone. Altri tornavano a guardare ancora dentro le scarpe se avevano nascosto qualcosa; e noi tutti tremanti, un po dal freddo un po dalla fame e dalla paura di capiare qualche legnata, stavamo con occhi desolati e con un cuore nero; simile a un cane legato a catena sulla porta della sua casuccia di legno, mentre che luomo crudele abusando della sua libertà va minacciandolo con bastonate. In bagno, avanti, grida qualche interprete. Le docce spandono fittissima acqua calda e sotto quel tiepido involto tra vapore e acqua stavamo luno accanto allaltro, rinfrescando la carne che da lunghi mesi non aveva potuto avere lagio di levarsi isporcizia e qualunque sorta di animali che stavano succhiandone il sangue. Usciti di bagno, avanti per un'altra porta stavano pronte altre quattro catinelle ripiene di grasso color caffè, esalando un puzzo di petrolio: Silenzio, attenzione, si danno a gridare linterpreti; a quattro alla volta, ungersi per bene dappertutto! - Poi passano nella stanza appresso dove stanno pronti gli abiti disinfettati. Sciò, sciò, una nervata sulle spalle di uno scheletro vivente che non aveva unto per bene dappertutto il suo corpo; bum, una bastonata; torna indietro; sulle spalle non sei unto. Passando allaltra stanza stavano pronti i nostri abiti legati in un involto con appeso il numero: mi manca la camicia, e il panciotto dov'è andato! dallaltra parte: non ciò i pantaloni; e mettiti le mutande; a me mi hanno cambiato il cappotto; a me mi hanno portato via due paia di calzetti; contentati che tanno lasciato i pantaloni. Oh, mogliettina mia tu potessi vedere ín quali condizioni si trova il tuo sposo basterebbe te ne potessi fare la più lontana idea per morire di crepacuore. Infine dopo lunghe ore torniamo un po alla meglio vestiti di nuovo.