Sgombrare l'ospedale
Disfatta di Caporetto
Danilo Gracci racconta feriti, ritirata a Palmanova (UD) il 27 ottobre 1917
Danilo Gracci è stato appena ferito a una gamba dall’esplosione di uno shrapnel, a San Michele del Carso.
27 ottobre
Alle ore 8 di mattina giunge improvviso l’ordine di sgombrare l’ospedaletto. Io sono posto in barella e con questa su di un’automobile. La ferita mi dà non poco spasimo. La gamba è gonfia in modo impressionante e il dolore è continuo e poco sopportabile, la febbre raggiunge 39. Giunge nebulosa la notizia che il nemico ha attaccato ed ha rotto la linea presso i settori della 2.a Armata.
Ad ore 13 giungo all’ospedale da campo n. 041 in un villaggio di cui non ricordo il nome. In tale ospedale permango per due ore solamente e vengo quindi trasportato a Felettis ospedale n. 210. Ivi resto fino alla mattina del 28 ottobre in cui mi trasportano alla stazione di Palmanova. È qui una confusione da non poter neppure lontanamente figurarsi. La stazione è ingombra in ogni parte di feriti in barella ed a piedi. Da ogni parte gemiti ed urla. Molti soldati sbandati circolano nella stazione e nelle adiacenze saccheggiando quanto di asportabile trovano. Casse e bottiglie, vestimenta, scarpe, materiale d’ogni specie sono rari inservibili in brevi istanti. Ci dicono che deve arrivare un treno per i feriti ma dopo due giorni di attesa io mi trovo ancora in barella dentro i locali della stazione ed in mezzo a tanti altri feriti che non cessano di lamentarsi penosamente.