E' guerra

Ventiquattro maggio

Giulio Mengolini racconta Ventiquattro maggio, disciplina militare a Santo Stefano di Cadore (BL) il 23 maggio 1915

È il 23 maggio, Giulio Mencherini raggiunge Santo Stefano di Cadore.

 

Appena arrivati una novità subitanea ci giunge all'orecchio.

«Bisogna pensare che in questo giorno 23 fu dichiarata guerra all'Austria».

La voce della novità era questa: che il 70° Regg. era andato quel giorno stesso in trincea, e che il giorno dopo, lunedì 24, bisognava raggiungerlo anche noi del 69. La sera ci disposero in diverse case per plotoni. Facciamo subito una ricognizione in paese di S. Stefano per vedere di trovare da mangiare un boccone, ma siccome era un po' tardi e il I Battaglione era lì dalla mattina, non si trovò neanche un briciolo di pane. Ritornai in caserma con l'amico Bissero e Bigi e visto che bisognava dormire come le sardine (senza sale) e senza paglia, andammo in giro e dopo aver tanto frucato potemmo accomodarci alla meglio in un fienile. Alla sera alle ore 5 del giorno 24 ripartimmo da S. Stefano e alle ore 6.20 giungemmo all'altezza del paese di Campitello ove ci accampammo alla destra del fiumicello Padola.

Si rizzarono subito le tende ed in mezz'ora il piccolo prato diventa un vero accampamento dove eravamo in 3 compagnie 6°-7°-8°.

Intorno all'accampamento una corona di cipressi ed abeti ci nascondeva completamente. Messa a posto la mia fragile casetta (entro la quale dormivamo in cinque io, il Cap. Mag. Mugnai dell'Incisa Valdarno, Cotignola soldato – di Salerno, Soldato Manenti – Bergamasco, Sold. Giannetti – toscano tutti bravi giovani e buoni compagni. Eravamo tutti seduti a parlare degli eventi della giornata quando arriva il capitano (Sig. Casieri Arturo) e chiama ad adunata la compagnia. Si corre subito tutti e facciamo circolo. Il capitano ci dice concisamente:

Ragazzi. Ieri è stata dichiarata la guerra all'Austria, oggi si sono avuto dei combattimenti al confine, state pronti, dormite vestiti, da un momento all'altro si può essere chiamati..... anche voi ne capite la necessità....

Buona notte

Andammo a riposare poiché c'erano una trentina dei nostri che guardavano e proteggevano il nostro fragile sonno. Confesso francamente che dormii tutta la notte sebbene sopra alla poca paglia fossimo in cinque, soffrii soltanto, o meglio mi risvegliai con un grande freddo.

 

Eventi e luoghi