Telefonista

Umberto Della Scala racconta vita in trincea, famiglia a Montebelluna (TV) il 8 maggio 1918

 

 

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Oggi ci hanno fatto istruzione sulla maschera inglese, mentre stasera ero già a letto è venuto un caporale di S. Frediano e mi ha detto se volevo andare a fare il corso di collegamento a Montebelluna: mi rifaceva mettere dal furiere e mi ha detto che domattina alle 6 mi trovassi pronto con lo zaino.

 

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Come ero di combinato, stamani ho preparato lo zaino ed alle 6 e ½ siamo partiti, 2 soldati e 3  caporali. Dopo 4 ore circa siamo arrivati a Montebelluna e di lì ci siamo presentati al comando di Brigata in un paesetto distante da Montebelluna circa 3 chilometri, che si chiama Biadene e là il Tenente mi ha messo telefonista, con mio sommo piacere. Non me lo credevo mai di trovare un buon posto a questa maniera è una buona imboscatura, benché sia distante dalla linea solo 2 ore di cammino. Posso ringraziare solo quel caporale, di cui non so neppure il nome. Si è principiato subito a fare istruzione all’apparato e mi è stata assegnata la 1a stazione telefonica, in cambio a un altro che sa poco scrivere. Ho scritto a Nello, a Bambi, a casa ed al babbo, ma sono stato costretto a scrivere senza però francare avendo solo una miserabile moneta di pochi centesimi in tasca. Il mio nuovo indirizzo: Comando Brigata Campania I PCZG. Meno male è arrivato a tempo questo posto.

 

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Oggi si è fatto istruzione di Plotone e sull’apparato, ma sono fesserie quello che si fa: è quasi un divertimento. Ho trovato un posto proprio buono: speriamo che seguiti, però!

 

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Oggi sono di corso in cucina. Stamani, però, la sveglia è stata al suon della campana d’allarme e dalle batterie nostre che sparavano contro aerei nemici. Ci sono stati quasi mezz’ora, ma dopo sono rientrati nelle loro linee. L’artiglieria nemica è stata molto meno efficace di ieri, sul Montello, che ci resta proprio di faccia. Ho scritto franchigia a casa. Stasera per la prima volta sono montato di servizio alla gabina e smonto domani sera alle 6. Anche stasera, verso le 10, sono tornati glia aerei nemici, ma il fuoco delle batterie sul Montello li ha costretti a tornare indietro. Ho scritto cartolina a casa, ma ho sbagliato e ci ho messo 10 invece che 11.

 

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Tutto il giorno in sevizio e ci ho avuto anche molto da fare. Anche oggi soliti aerei nemici, ma ricacciati dal fuoco delle nostre artiglierie.

 

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Dicono che fra giorni, cioè dopodomani andremo in linea: cioè va la Brigata; noi s’andrà in qualche posto non visti. Stamani, mentre si faceva istruzioni sono venuti gli aerei nemici, circa una ventina e ci è toccato ripararsi in un ricovero di borghesi, perché c’è molto pericolo dei bossoli delle artiglierie. Ci saranno stati quasi un’ora ma quando hanno visto alzarsi i nostri cacciatori, subito hanno fatto dietro front.

 

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Facciamo i preparativi per andare in linea, ma meno male io ho avuto molta fortuna che sono di servizio alla stazione della Brigata, mentre tanti telefonisti più anziani di me li hanno messi ai posti di corrispondenza. Anche oggi dalle 10 alle 2 c’è stata molta azione d’artiglieria sul Montello e qualcuna è arrivata vicino molto a noi. Ho scritto franchigia casa.

 

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