Lontano dal fronte
Umberto Della Scala racconta sfortuna a Lecce (LE) il 11 marzo 1918
Dopo aver trascorso un mese di congedo per malattia, Umberto Della Scala viene inviato a Lecce dove rimane dal 20 febbraio al 12 marzo 1918, quando è ritenuto idoneo per tornare a combattere e viene rispedito al fronte.
11
Oggi, mentre non ci s’aspettava neppure, io Ceccarelli e Novarese ci hanno messo nei partenti, ci hanno vestito di nuovo, zaino completo ed elmetto. Verso le 2 noi partenti ci hanno fatto passare in riga per passare la rivista del Colonello e passare un’altra visita dal capitano medico. Ora, siccome s’era una 50na e ne avevano bisogno di 20 soli, mi sono meso da una parte e quei 20 partenti sono andati a passare visita, ma siccome 4 o 5 il capitano gli ha fatti inabili, ci è toccato ad andare a me, a Ceccarelli ed altri 2 Toscani del ’98: questa volta ho avuto sfortuna davvero: c’è degli abili che sono 5 mesi che sono al deposito. Pazienza: però dicono che si parte presto: speriamo che non sia vero. Stasera con Novaresi e Ceccarelli siamo andati a mangiare e dopo siamo andati al P. Greco e siamo rientrati alle 11 e mezza e senza permesso. Mentre rientravo ho trovato un Caporal magg. che veniva da Campi e mi ha portato con mio sommo piacere una lettera da casa e una cartolina con risposta pure di casa ed una lettera di Beppino.
12
Stamani verso le 8 ci hanno chiamato noi 20 partenti e ci hanno pagato centesimi 70 di cinquina fino al giorno 14, ci hanno dato gli zaini e via subito alla stazione; là ci hanno dato tre pagnotte e tre scatolette per tre giorni di viaggio ed alle 9 e 35 siamo partiti (dalla sudicia Terra di Garibaldi: poveretto come perse male il suo tempo). Dal treno ho scritto cartolina a casa, al Cap. Mg. Fabbroni ed al Rozzoni. Da Brindisi ho scritto pure una lettera a Nello. Verso le 5, sempre scortati dai Reali siamo arrivati a Bari e di lì siamo scesi e s’è andato a girare un po’ per la città. Ho scritto 2 cartoline: una a casa ed a una alla zia di Genova. Verso le 3 siamo ripartiti in una 3° classe.
13
Il viaggio è stato non molto brutto: solo verso Rimini, perché avevo bevuto un po’ troppo, mi sono buttato a dormire e, svegliandomi, ho visto che anche Ceccarelli era più condito di me.
14
Verso le 8 siamo arrivati a Rovigo. Siamo andati con tutti gli amici a prendere il caffè al buffet. A sera sono in zona, ma si sente appena il cannone.