La mia anima è nera
Aldo Polcri racconta famiglia, amore a Monte Mrzli, Tolmino, Slovenia il 5 gennaio 1916
La prima lettera che Aldo Polcri alla moglie dopo una lunga licenza a casa di 15 giorni.
Mercoledì 5 gennaio 1916
Carissima: adorata mia Rita: or’ora ho finito di leggere la tua affettuosa letterona: piangevo… ti vedevo man mano che mi bevevo le carissime tue espressioni. La Velma, la mia cara bambina ch’adoro tanto, tanto che m’ha dati per 15 paradisiaci giorni, i suoi graziosi bacini col pizzico; la mia Velmina cara l’ho sempre davanti: la vedo continuamente nei suoi vari graziosi atteggiamenti: sento anche la sua graziosa vocina e poi, credi, ho sempre nella mente quelle parole della canzone ch’essa aveva imparato dalla Donda [...].
Sempre, sempre nella mente… speriamo che vada bene, che si vinca presto ch’è il nostro sacro santo diritto e poi una pace che renda i padri ai figli e le spose ai mariti.
Adesso sono tranquillo rassegnato: so che questo è il mio dovere e lo compio tutto intero. Sono ancora, un po’, coinvolto in un aurea nebulosa, in un sogno dolcissimo, di quelli che lasciano lunghe traccie… il sogno dolcissimo d’essere stato a casa 15 giorni con te ch’adoro, con Velmina adorata anch’essa come te e forse… più, con i genitori carissimi…. Adesso sono rassegnato ed ho incominciato a riprendere la vita mia di prima, le stesse mie attribuzioni mi aiutano a dimenticare, però non ti nascondo che ieri l’altro nel riporre il piede qui, ho pianto, ho pianto veramente, e la sera con Giordano, parlando di licenza, ebbi ancora un momento di debolezza e piansi come un bambino. Adesso a poco, a poco tutto passa: e tutto passerà per bene e , se non vi sarà bisogno della mia vita, torneremo ancora a passare giorni dolcissimi e felici. Si, Rita, mandamela per Telemaco la fotografia che ho dimenticata a casa; Mi dispiace tanto, ma tanto il non averla con me. Spero anche per Domenica che tu mi possa mandare la fotografia che ci siamo fatti assieme il 1° dell’anno: sarà un caro ricordo. Bravo tesoro mio: tu mi hai prevenuto: anch’io volevo che tu non spendessi le due lire che ho date a Velma… brava: un bacio. Però io voglio ancora di più: Se non tornassi più: alle due lire farai fare un anellino e con una catenina d’argento le terrai sempre al collo della cara Velmina: capito?... speriamo…. Oggi ti ho mandato 70 lire, tu sai già cosa farne, vero?... 20 al babbo, 20 il 15 alla mamma: 5 al babbo ancora, e 25 per te, per la mia cara sposina ch’è tutto il mio sogno con la mia creatura. Vi bacio caramente tanto: tanto: tutti Vostro Aldo
p.s. Bacia anche l’afflitta Patria che anch’essa si trova nelle tue stesse condizioni, scrivimi tanto tanto sempre: Io t’amo tanto, ti sogno, ti adoro, carissima.