Il povero Parma

Aldo Polcri racconta morti, amicizia a Monte Mrzli, Tolmino, Slovenia il 4 novembre 1915

 

 

Giovedì 4 novembre 1915

Carissimi:

piove ininterrottamente dal 31 u.s. Talvolta, temporale impetuoso con scariche elettriche; tal’altra, pioggerella insistente, caratteristica proprio del novembre. Ma piove sempre; con vento di scirocco che scioglie la neve; ma ci rende spugne. La mattina del 2 Novembre, vi fu una funzione religiosa, nel cimitero di (……) in sufragio dei caduti per la Patria. Intervennero i generali, il nostro colonnello e tutti disponibili del reggimento. Presso un’angolo del cimitero, il cappellano impiantò il suo banco; indossò la solita camicia da notte, e recitò la vecchia pantomima. M’aggirai fra le recenti fosse e mi fermai presso quella che fra le altre prediligo. E del povero “Parma” caro!... La sera prima che morisse mi salutò ché andava in trincea; mi domandò tue notizie, Rita; e mi pregò di salutarti. Staccai una ramettina fatta a crocetta da un ramo d’abete poggiato su quella tomba; lo portai con me e sul tavolo della stanzina che chiamo camera, misi su quella crocetta verde tolta dalla tomba di un Eroe, la fotografia di Pedro…. La sera  prima avevo pregato Telemaco chemi trovasse dei fiori; a lui si unì Almo e dalle rive dell’Isonzo, mi portarono un bel mazzo di modesti fiorellini di campo; invernali, ma tanto, tanto cari. Il tavolo ne fu pieno; ed il nostro estinto, poggiato sulla crocettina d’abete, sorrideva ancora del suo (….) sorriso, sereno e buono. Non entrai più in camera per tutto il giorno, dopo aver baciato a lungo quella cara effige; e rivissi, col nodo alla gola, la triste giornata del 18 aprile… la mattina del tre i fiori di Pedro li mandai sulla tomba di Parma. Fra mille e mille fratelli d’arme, che tutti i giorni cadono fulminati; fra le tante fosse che tutti i giorni si schiudono, quella sua, adesso è la più cara per me. Perché amico?... Perché Trevisano?... Perché mi ricorda anche due altre care tombe: l’Amalia e la Mamma tua. Ed ecco che sulla sua si concentrano 4 dolori recenti.

 

Rita: temo che si apprestino i miei soliti dolori. Da qualche giorno si naviga nel fango e i piedi sono così, continuamente nell’umido. I ginocchi mi fanno molto male; massimo nello scendere e nel salire le scale. Da qualche giorno non vado più sul monte, perché stando a cavallo sul mulo mi si intorpidiscono le gambe ed i ginocchi si gelano e mi danno dolore…. Ma non prenderti pensiero, che del resto stò bene. Mangio con buon appetito e sono grasso. Bacia tanto la cara Velmuccia nostra; Tanto, tanto birichina. Bacia pure tanto i genitori e fammi sapere ciò che avete fatto al cimitero nostro, in memoria del nostro caro estinto. Ti bacio tanto, tanto e t’amo. Tuo Aldo

 

Eventi e luoghi