Una notte d'inferno

Aldo Polcri racconta combattimenti, feriti, morti a Monte Mrzli, Tolmino, Slovenia il 24 ottobre 1915

Aldo Polcri trova il coraggio di descrivre alla famiglia una notte di combattimenti

Carissimi tutti:

E’ stata una notte d’inferno quella che è appena scorsa: una notte di ferro e fuoco: In continuazione come una mastodontica mitragliatrice, i trenta, e più, grossi cannoni annidati nelle anfrattualità di questi monti hanno vomitato a mitraglia ininterrottamente, da ieri sera alle 9 a stamani alle 6: e i boati formidabili ripetuti e centuplicati dalle cento eco delle valli,  assordavano: e il ferro sibilando paurosamente com’il serpente in vista della preda, andava a frugare il terreno nemico e con formidabile scoppio uccideva, mutilava, snidava. La terra tremava tutta: la voce propria, parlando non si udiva… i muli si arrestavano ed io che accompagnavo la colonna viveri, salivo la mulattiera dirigendomi verso la punta (…), ove convergeva da cento punti la mitragliatrice. Adesso i valorosi soldati d’Italia ch’hanno or’ora ridato alla Patria 100 metri di terreno, dormono sulle posizioni conquistate: Vegliano a coppie le vedette: i soldati di sanità raccolgono i feriti: gli zappatori scavano una grande fossa dove inumare i cadaveri, amici e nemici caduti l’uno sull’altro nell’ultimo corpo a corpo. Eroi gli uni e gli altri, ma animati da un santo ideale i primi, spinti dalla brutalità di una setta d’oligarchi, i secondi. Quanti morti!... Da tre giorni che dura la battaglia l’Italia allarga i suoi confini ogni ora, ogni minuto: i suoi figli cadono ma non retrocedono: sono belli!... Si calcola che il nemico, solo in questo settore, ha un fronte di 6, o 7 Km circa abbia avute gravissime perdite, 5 o 6 mila morti… e i feriti?... e i prigionieri?... Quanti prigionieri ho visti!... laceri, smunti, affamati… subito sdigiunati e dissetati dai nostri cari soldatini che sono eroi e cavalieri al tempo stesso: che non scherniscono il nemico vinto, ma lo ammirano e lo aiutano che sanno di rappresentare il dovere l’onore al tempo stesso. Adesso tregua… qualche lontana cannonata avverte ogni tanto il nemico che sarebbe vana ogni velleità di contrattacco: e nello stesso tempo protegge il sonno dei nostri stanchi eroi ed il lavoro pietoso della croce rossa………

 

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