È per te sola

Aldo Polcri racconta amore, fortuna e sfortuna, bombardamenti a Monte Mrzli, Tolmino, Slovenia il 26 agosto 1915

La solitudine, la paura e la mancanza degli affetti più cari in questa lettera che Aldo Polcri scrive alla propria amata.

 

Rita mia adorata: 

sento, si, in ogni tua lettera in ogni frase che l’anima tua ha bisogno di quella carezza blanda, fluida che tuo marito sapeva prodigare: il tuo cuoricino bello è arido, lo sento, è solo e trepida; trema come quello dell’uccellino che si tiene prigioniero nella mano il babbo, caro, è molto, la mamma è tanto, ma il tuo Aldo vicino sarebbe il tutto: lo sento in ogni tua lettera. Solo quell’angelo di creaturina può in parte consolarti; e lo credo bene giacchè essa è il frutto del più puro, più santo nostro amore: essa è l’amor nostro. Ma io sono sempre a te vicino con l’anima, Rita mia, sempre, in ogni momento ti penso, ti rammento, ti desidero e ti rivedo col pensiero nei vari tuoi atteggiamenti a te e a me familiari: Rivado, risalgo col pensiero ai bei giorni nostri e ricordo tutte le tue belle mossine di bambina innamorata… e soffro, soffro la lontananza… O si, mio tesorino bello, muoio dal desiderio di stringerti la vitina bella, allacciare le mani sulla tua vita, contemplare quegli occhi tuoi grandi e buoni e coprirli di baci: ma baci buoni e grossi e larghi. Baci dell’anima mia, e dei sensi poi: baci cari affettuosissimi che ti rivelano il marito, la persona del cuore assieme all’amante appassionato, che ti parlano prima del protettore e poi del maschio… Mi comprendi?... Si: ti desidero tanto, ardentemente come anima e come corpo e soffro, torturandomi a mia volta anima e corpo con le visioni di dolcezza con te provate che sfilano veloci e insistenti e s’accavallano nel mio pensiero, provocate dal desiderio… che appunto perché non appagato fa di più lavorare la fantasia nell’esumazione dei ricordi.

 

Ma perché ti parlo così?... Avevo giurato di mai dirti nulla di tutto ciò, appunto per non farti male; perché tu rimanessi più tranquilla presso babbo e mamma e perché tutto il tuo pensiero e le tue cure fossero concentrate su quella cara creaturina ch’io adoro, che invoco, che è l’amore nostro il più santo: ma oggi, preso, chi sà perché?... preso da certa debolezza nostalgica, non ho saputo trattenere la piena dei miei affetti che rinchiusi pressati nell’anima minacciavano di farmi morire se non le davo una via d’uscita. Forse ne ho sentito più il bisogno oggi appunto perché… si, è meglio che tu lo sappia: sono ancora vivo per miracolo: mentre compivo il mio dovere sulla linea di fuoco, stanotte a mezzanotte sono stato salutato da due granate austriache: Una non è scoppiata ed è entrata nel terreno a 50 centimetri da me, l’altra è scoppiata con gran fracasso a due metri di distanza tanto che sono stato investito dal terriccio e dai sassi che ha sollevati. Tu sai ch’io non mi perdo mai tra la folla, non mi confondo così dopo lo scoppio, ridendo, ho gridato “Viva, Viva!!... Ho seguitato il mio servizio, anzi a qualche timido che si allontanava ho fatto sentire il mio bastone sulle gambe e l’ho ricondotto al suo posto: Però ti confesso che tornando ho pensato subito alla mia creaturina e ho detto mentalmente: “Cara piccina!... per un attimo, per un pelo, non sei rimasta senza il babbino tuo!...” e tu Rita mia, senza tuo marito

 

Vedi Rita, nello stesso momento con una luna piena splendida il Tenente di Almo domandava di un animoso per andare ad accendere certe miccie di mine a 50 metri dal nemico: Almo ha fatto il passo avanti, ha detto “Io” il Tenente l’ha baciato e lui è andato, sotto il fuoco nemico a compiere un bellissimo atto d’eroismo. E’ bene che si sappia ad Anghiari: Almo è pieno di coraggio e di sangue freddo: Durante i primi combattimenti la sua compagnia rimase di riserva in terza linea: io tutte le notti che passavo col rancio lo incontravo, lui mi aspettava, e si doleva con me di non essere in 1° linea: poi toccò alla sua compagnia e si è subito distinto: E’ salvo e sano come un pesce: “La fortuna è con gli audaci” è vero il detto, ed io commosso le ho dato un bel bacio: dunque gli Anghiaresi non sono ancora degeneri…. Tu, mia Rita, non impressionarti, che la guerra è guerra come si fa?.... “Chi ha paura non va alla guerra” dice il proverbio; ciò ti dico quanto è pericoloso; pure c’è il caso di sortire per il rotto della cuffia e….. W l’Italia. Ti bacio, ti bacio, ti bacio tanto: con Velmina cara bacia tanto il babbo e mamma. Scrivimi sempre, sempre Aldo tuo che t’ama tanto tanto tanto. Fate sapere di Almo ad Anghiari.

 

p.s. Molti si sono congratulati con me, del pericolo scampato e del mio buon’umore e sangue freddo.—ma tu mi dirai bravo?...  Sei contenta di tuo marito?

 

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