Proiettili fruscianti
Aldo Polcri racconta nemici, famiglia, combattimenti a Monte Mrzli, Tolmino, Slovenia il 20 luglio 1915
In una lettera alla famiglia Aldo Polcri descrive un attacco nemico subìto nella notte
Rita carissima
sono le ore 7,30 sono tornato una mezz’ora fa dal monte: mi son lavato ho preso il caffè ed eccomi qui con te, prima di andare a letto: ieri sera prima di partire ho ricevuto la tua lettera affettuosissima, dopo averla letta un paio di volte me la sono nascosta nel portafoglio ed esso sul cuore. La serata bellissima, io a cavallo in testa alla colonna; Il cielo stellato; la luna (mezza) presso al tramonto: il cannone taceva, la calma silente della strada era rotta di tratto in tratto dalla voce, gridante il “chi va là” delle sentinelle scaglionate lungo il cammino: l’89° fanteria rispondeva “Telemaco” che era alla testa del cavallo (esso viene sempre con me quand’io vado). Ma verso le due di stamani le bocche dei mastini accovacciati nascostamente qua e là hanno incominciato a latrare paurosamente per il nemico; i proiettili del peso di 1ql. frusciavano sulle nostre teste passando veloci come meteore: guizzi sanguigni seguiti da boati e rombi paurosi, tutt’intorno a noi: “era principiato il bombardamento. Bello spettacolo”!... Spettacolo pauroso di morte; ma bello: grandioso!... Verso le quattro stamani è incominciato il crepitio della fucileria: “come fascine verdi messe al fuoco” erano gli alpini i bravi alpini, i veri soldati d’Italia e non i Bersaglieri, buffoni e chiacchieroni: i cuculi “tutti voce e penne” erano gli Alpini i bravi Alpini che sono alla nostra sinistra ed occupano le vette più eccelse; Si vedevano poi salire faticosamente su per l’ultima vetta, per raggiungere il cucuzzolo, per sloggiare l’aborrito tiranno, per rifare Italiano anche quel cuneo… e giungeva fino a me (affievolito molto dalla distanza) il grido fatidico con il quale il soldato Italiano corre all’assalto, corre alla sicura vittoria; il grido elettrizzante: “Savoia”!!!....... Sono rimasto in una vetta, dove dominavamo la situazione, a contemplare ammirato si sublime inferno: espressione paradossale che però sola risponde alla verità di tanto spettacolo di bellezza e di morte. Adesso che ho riversato in te tutte le mie impressioni; con esse, con il tuo pensiero, con davanti la visione della mia cara Velmina me ne vado a fare un bellissimo sonno, lungo fino alle ore 12 oggi perché il mio capitano da se oggi va alla spesa (è tanto buono!). Ti bacio caramente, Rita mia ti stringo forte forte al cuore con la Velma nostra e … m’addormento mormorando i vostri adorati nomi: Ciao