Inquietudine continua

Aldo Polcri racconta famiglia a Rossiglione (Ge) il 13 aprile 1915

La guerra si avvicina e Aldo Polcri, nell'aprile del 1915, confida in una lettera alla famiglia la sua inquietudine e la nostalgia per gli affetti che gli mancano.

 

 

Rossiglione 13 aprile 1915

 

Carissimi genitori

Rispondendo alla lettera del babbo, principio col dirvi che corrono voci nel Reggimento che l’89° si trasferirà nel Friuli in provincia di Udine: ma è naturale che tali voci per ora sono soltanto vaghe e possono essere reali da un momento all’altro. Certo, considero anch’io che non vale la pena che Pedro perda un anno per due soli mesi ed è bene che torni se non vi è mobilitazione e così, se non vi sono complicazioni prima può partire domenica mattina 18 corrente in quanto al bagaglio, penserò io a mandare il libretto di viaggio e così, se dovrò partire, prima riabbraccerò anche la mia cara birichina. La tua lettera, babbo, mi ha colmato di gioia. Ho sentito che la piccina seguita felicemente nelle sue birichinate graziose ed a me sale l’acquolina in bocca per il desiderio di stringerla e farle male per il bene che le voglio. Siamo in continua inquietudine appunto perché rimaniamo come l’uccello sulla frasca senza sapere dove spiccheremo il volo, e se e quando. Venisse presto il si e il no e finisse una buona volta questa vita di angustie. Sento condolore che la mamma non sta troppo bene, e ciò mi addolora tanto più perché deve combattere con quel ragaggiolo che non sta fermo un momento: abbi pazienza ancora due o tre giorni mamma cara e poi ti sarà tolto un gran peso del quale io e Rita conosciamo la dolce gravità.

 

Vi bacio tanto, tanto caramente. Se devo partire mi duole solo il non rivedervi prima massimo te, babbo, cui non diedi e non ebbi il bacio e l’addio in settembre scorso. Bacio tanto, Pedro e la Velmina. Cari baci a Patria, Beppe, sia i piccini a voi, babbo e mamma. Tanti tanti vostro Aldo

 

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