L'ultima lettera di Giacinto a Zelmira
Giacinto Pagliai racconta famiglia a Valona (indicativa), Vlorë, Albania il 29 luglio 1918
Giacinto Pagliai fa la spola tra la costa italiana e quella albanese nell'estate del 1918. Scrive una lettera alla sorella Zelmira: sarà l'ultima. Come è già accaduto al fratello Emilio morto in combattimento sul Carso, Giacinto troverà la morte durante la guerra, a causa di una malattia contratta in Albania.
29-7-18
Amata Sorella
Prima di tutto debbo domandarti perdono di questo lungo silenzio, dopo di aver ricevuta tua lettera, spero che tu vorrai concedermelo perché ti assicuro che non è colpa mia, ma è per mancanza di tempo.
Sono dispiacentissimo nel sentire che siete rimasti per lungo tempo senza mie notizie cosa che fa spavento perché io mi mi trattengo tanto, mi avete fatto il telegramma che io non so quale importanza le avete dato, e poi tutto avrete compreso nell'altra lettera. Che forse vi ho detto qualche volta che sto male o che trovomi in pericolo? Si è vero che vi sono stati i combattimenti ma io fortunatamente non ho partecipato, sono andato sempre stancando le ombre degli alberi, anche la pesante malaria ancora non ha avuta la forza di abbattermi: siate pur tranquilli che la mia salute per il presente è ottima.
Perdona il male scritto, oggi ho avuta la fortuna di afferrare un fiasco di chianti che non rammento il tempo che è passato senza averlo veduto, infatti oggi mi è capitato ed ho approfittato pagandolo £ 5,00.
Sono contento dell'ottima vostra salute, mi dispiace di Arturo che non ha più scritto, ma anch'io come te speriamo che stia bene.
Termino incaricandoti di dare tanti baci a mamma ed angelo.
Ti bacio e saluto con affetto tuo affmo fratello
Giacinto.