Di fratello in fratello
Giacinto Pagliai racconta famiglia a Monte Zugna (TN) il 16 agosto 1916
Giacinto Pagliai è al fronte e dal fronte scrive lettere dal fronte alla sorella Zelmira. Comincia a farlo nel 1916 e sembra che senta l'esigenza di sostituire in questa pratica il fratello Emilio Pagliai che a Zelmira ha scritto fino al 23 novembre 1915. Fino a quando è morto in guerra, sul Monte San Michele.
Dal fronte li 16-7-16
Mia cara sorella
Ti invio questa mia onde farti sapere che con molto piacere ho ricevuto la tua da me desiderata, insieme ad essa anche quella dei nostri cari.
Da ambedue ho compreso che lo stato di vostra salute è ottimo, ed anche di me posso assicurarti che segue il simile.
Del consiglio che mi chiedi non saprei cosa dirti, perché lo conosco si ma soltanto di vista poi dovessi dirti che tipo è non lo s'ò dal vero, porò confrontandolo con suo caro Guido, ti assicora che poverino era uomo da rispettarlo, si, parola di onore, io ci ho lavorato insieme a lui e tanti altri e come compagno di lavoro lo tenevo per il migliore perciò vorrei dirti che anche lui può essere tuo fratello.
"E se vuoi un consiglio da me comprendi il seguente". Trattenerlo con lusinghe facendogli conoscere tante belle cose, fino al termine della guerra che a lungo non dovrebbe andare, non possiamo sapere mai come va a finire, meglio sarebbe non penzare mai a nulla ma sai anche lui trovasi in pericolo, sicché in dispiacere ci sei abbastanza non vorrei che tu andassi incontro ad altro, queste sono cose che non andrebbero mai rammentate neanche per sogno ma neanche per questo ma soltanto che quando un giorno potrai vederlo fai pratica di lui. Vuoi non è vero? Però la miglior cosa è quella di fare di propria volontà, perché trovandosi male con il consiglio degli altri va a finire in tante impregazioni e in ogni modo bisogna subire lo sbaglio, perciò ti prego a fare di tua volontà.
Di Primetta me lo immaginavo anch'io che mi ha lasciato per essere corteggiata da tutti, ed in fatto gle l'ho scritto non sono potuto stare, con una lettera finale, ma se tu avessi sentito che lettera, sai, come se io volessi sottomettermi a lei, che fosse stata una ragazza con il cuore in seno gli sarebbe crepato di certo, non mica per niente sai non t'hai mica a credere, soltanto per vedere se mi rispondeva, ma fin qui non ho veduto nulla.
In quanto a le mie condizioni, sono qua che mi godo questa fresca ed oscura ombra degli alti alberi del malga Zugna con la neve in vista, che trovasi su gli altri vicini monti cioè sul Biavena che ancora ci abita gli austriaci però soltanto guardandolo mi pare che penda.
Termino incaricandoti di salutare amici ed amiche e che domanda di me e di baciare i nostri cari genitori e fratelli ed altrittanti te li prenderai per te dal tuo affmo fratello
Pagliai ciao
Salutami Elide della viva dicendogli che gli ho inviato diverse cartoline e non mi ha contraccambiato ad una.