Battaglia del solstizio

Battaglia del solstizio

Mariano Gigli racconta combattimenti a Fossalta di Piave (VE) il 20 giugno 1918

Gli Austriaci cercano di sferrare il colpo di grazia all’Italia e il 15 giugno 1918 attaccano sul Piave, dando vita a quella che passerà alla storia come la Battaglia del solstizio. Mariano Gigli, dopo aver superato una brutta influenza, è pronto alla battaglia. Impegnato nei combattimenti, il 20 giugno riesce a scrivere a casa solo una cartolina, ma le sue notizie sono confortanti: sta bene. In questi giorni di battaglia ha scritto anche delle pagine di appunti, in cui più dettagliatamente ha fissato le sequenze dei combattimenti.

 

Carissimo papà,

ho ricevuto la tua carissima lettera in data 14 cm e giacché ho trovato gentilmente un collega che mi ha regalato una cartolina, formulo la presente per comunicarti che, per quanto stanchissimo, pure sto bene, e, fresco di malattia, risento relativamente poco il peso di sei notti e sei giorni di tensione nervosa ininterrotta.  La battaglia è grandiosa e come saprete dai giornali le cose vanno bene.

 

DIARIO DELL'OFFENSIVA DEL PIAVE 15 giugno 1918 – 24 giugno

 

15 giugno 1918

 

Partenza da Marcon alle ore 7 per il Vallio nuovo. Gli Austriaci hanno passato in più punti la (linea

del) Piave. Arrivo sul Vallio e posizionamento della truppa tra il Casello ferroviario e il ponte della Vela.

 

16 giugno 1918

 

Si è a disposizione della 61^ Divisione. Si rimane lungo il Vallio sino alle ore 19,50. Non si hanno esatte notizie sulla situazione. Si sa però che gli Austriaci hanno passato il Piave. Si dice che il loro obbiettivo sia Treviso. Speriamo in bene. Mi sento molto stanco. La marcia mi ha spossato.

Alle ore 19,30 giunge improvvisamente l’ordine di spostaci a Palazzo Prina. Si passa così alla dipendenza della Brigata Catania. Qui si riceve ordine di andarci a schierare lungo il fosso delle Mille Pertiche. La situazione è buia, non se ne sa nulla; si vocifera che ci dovremo ritirare e che il nostro Battaglione farà da truppa di copertura. Il Comando è situato a casa Briganze.

 

17 giugno 1918

 

Si sta sempre lungo le Mille Pertiche. La situazione non si conosce ancora bene, la tensione nervosa è grande e solo i nervi ci tengono su. Il morale si rialza quando i nostri fanti abbattono a fucilate 2 aereoplani nemici appartenenti a una squadriglia che credendoci in fuga si era abbassata a circa 50 metri da terra per mitragliarci.

Alla sera giunge la Brigata Bisagno (209-210) per fare l'azione, ma purtroppo retrocede sulle posizioni di partenza. Le truppe in gran parte si sbandano. Da tanta speranza si prova altrettanta disillusione. Nel pomeriggio l'8^ Compagnla va a disposizione del 2° Battaglione.

 

18 giugno 1918

 

La Brigata Bisagno questa volta riprende l'azione con maggiore violenza ed ottiene qualche vantaggio.  Grande contentezza.  

La 1149^ Compagnia  Mitragliatrici viene inviata in rinforzo al 2° Battaglione 

 

19 giugno 1918

 

Siamo sempre riserva di Brigata e quindi in attesa di essere anche noi lanciati nella mischia.

A me giunge improvvisamente l'ordine di portarmi a Cà di Rosa ad occupare la prima linea per dare il cambio al 146° Reggimento Fanteria.

Il cambio viene dato senza incidenti.

 

20 giugno 1918

 

La mattina il nemico apre un bombardamento abbastanza intenso ed un colpo disgraziatamente prende in pieno la casa del comando di Battaglione e mette fuori combattimento 12 uomini. La casa chiamasi di Rosa.

La sera giunge la notizia che il 226 Fanteria deve venire a darci il cambio,ma questo non avviene che la mattina del giorno successivo.

 

21 giugno 1918

 

All'alba la 226^ ci da il cambio e così ci portiamo a Casa Briganzi a disposizione della Brigata Arezzo.  Siamo così nuovamente pronti ad essere lanciati. Alle ore 16 circa giunge l'ordine di una operazione che dobbiamo svolgere nel fronte del 1° Battaglione dell'81° Fanteria. L'obbiettivo è la linea ipotetica Casa Olivotti – Casa di Rosa II.  Il Battaglione si mette subito in marcia per raggiunger la posizione da dove deve scattare.  Verso le 19 iniziamo l'avanzata e alle ore 22 circa la linea è raggiunta meno Casa Rosa che non si riesce a raggiungere. Il Comando di Battaglione è in una piazzola mitragliatrici.

 

22 giugno 1918

 

Il Comando di Battaglione dalla piazzola di mitragliatrici si trasporta a Cà Selvatico.

Dato che la linea raggiunta non è proprio quella stabilita il giorno precedente quale obbiettivo, viene l'ordine di rettificarla.

Durante la mattinata la 9^ compagnia compie il balzo in avanti di 300 metri mentre la 7^ Compagnia prende possesso di Cà di Rosa nel pomeriggio. Queste due operazioni vengono fatte incontrando lievissima resistenza. Siamo tutti stanchi sfiniti. Sono otto giorni che non si riposa,si lavora incessantemente infangati, strappati. Si mangia qualche cosa quando giunge.

 

23 giugno 1918

 

Durante la mattina non si notano grandi novità. Il nemico batte con la sua artiglieria,ma in modo impreciso senza regola. Qualche colpo investe Casa Selvatico ove vi è il Comando.  

L'ordine che giunge è di non sentirsi stanchi e di seguitare la battaglia a qualunque costo.

Nelle ore della mattina giunge l'ordine di raggiungere possibilmente la linea che da 300 metri avanti Casa Olivotti si estende sino alle Scuole.

Il mio Maggiore ed io ci spostiamo in prima linea per seguire l'operazione da presso.  Alle 15,30 esce la pattuglia di punta costituita dai nostri arditi rinforzati da un plotone della 7^ Compagnia. Attesa emozionante. Gli  altri reparti tutti sono in attesa di ricevere l'ordine di avanzata generale.

Parte in rincalzo un nuovo plotone della 7^ compagnia. Fuoco di fucileria e qualche bomba a mano. Il tempo congiura  contro di noi: si scatena un tremendo temporale con grandine che ci infradicia tutti. Il tempo non si presenta così bello come è bella la giornata per il meraviglioso fatto  d'armi che si sta preparando. Verso le 16,30, ci sembra quasi impossibile, vediamo tra la rigogliosa vegetazione spuntare un gruppo di prigionieri austriaci completamente disarmati tra due nostri soldati con tanto di baionetta in canna, che raggianti di gioia, giunti a noi ci riferiscono averli catturati loro con il reparto arditi. La 7^ Compagnia invia pure gli altri suoi plotoni di rincalzo ed il suo Comandante riferisce che il nemico fugge. Si scrive immediatamente l'ordine di avanzata per tutti i reparti comunicando loro quale è il primo obbiettivo: la linea del Gorgazzo.  Grandina a rotta di collo. Il Maggiore mette le ali ai piedi; io penso a trasmettere con maggiore calma qualche ordine per coordinare l'azione.

Si corre in avanti sotto l'imperversare dell'artiglieria nemica che accortasi della nostra avanzata ci tempesta da ogni lato.  

Gli “shrapnels” ci scoppiano da tutte le parti, ma la fortuna è con noi e sono relativamente pochi i morti e i feriti.

Le mie scarpettine borghesi (dato che al primo allarme ero partito così come mi trovavo) sono ripiene d'acqua e gli avanzi delle calze intrisi.  Il fango mi arriva sino alla faccia.  Alla sinistra tengo un petardo Chevenot e a destra il lapis copiativo (che con l'acqua mi ha tinto tutta la mano) con qualche pezzo di carta.  Sotto qualche albero scrivo ordini parte di mia iniziativa parte dettatami dal Maggiore.

L'artiglieria e le mitragliatrici nemiche ci tempestano. I nostri vincono ogni resistenza e avanziamo. Giunti alla ferrovia ci troviamo l'ostacolo forte: mitragliatrici annidiate sparano rabbiosamente e ci contrastano il passo. Purtuttavia la testa del nostro battaglione giunge ad occupare la stazione di Fossalta e là si ferma. 

I Bersaglieri sulla nostra sinistra hanno pure essi trovato forte resistenza ed il possesso di Capo d'Argine costa loro grande fatica. Se non avanzeranno ancora, scopriremmo il nostro fianco sinistro.

E' giunta la notte. Il tempo si è nuovamente messo a bello e la brina ci aiuta. Giunge l'ordine di attestarci al Gargazzo. Il Comando di Battaglione si stabilisce a Casa Franceschini.

 

24 giugno 1918

 

Ore 2. Il nemico tira rabbiosamente. Sono comandato ad andare a riconoscere la situazione.  Il mio Maggiore comprende benissimo che la cosa è rischiosa ma la situazione non è chiara e bisogna assolutamente chiarirla.  La 7^ Compagnia non riesce a guadagnare la linea del Gorgazzo come da ordine ricevuto perché alcune ostinate mitragliatrici nemiche rimangono padrone della ferrovia che battono d'infilata fino alla stazione di Fossalto ove è dislocata la 7^ compagnia ed anche oltre,fin dove la strada si incrocia con la ferrovia.

Prendo con me un ciclista e l'attendente che assolutamente mi vuole seguire. Sulla strada piovono Shrapnels e granate dirompenti. Uscito da Casa Franceschini prendo la strada che porta verso la Fossetta. Mi tengo sulla destra della strada perché mi da l'idea di essere maggiormente defilato. Parecchi colpi scoppiano proprio sulla testa ma le pallette vengono lanciate lungo la traiettoria del proiettile, quindi battono avanti a me. Il tempo è bello e la luna illumina il cammino lungo il quale  ogni tanto si vedono stesi corpi umani, quasi certamente porta-ordini o ciclisti vittime del loro dovere. Questa categoria di personale costituisce gli eroi oscuri di ogni operazione.

Le gambe sono ancora abbastanza buone e con i miei due uomini di scorta corro verso la stazione di Fossalta per conferire con il Capitano Bacci, comandante la 7^ Compagnia che ha incontrato la nota resistenza. 

Sento fortunatamente che la Provvidenza mi aiuterà. Dopo circa 20 minuti di corsa sono,senza incidenti,giunto alla stazione.

Per circa mezz'ora conferisco, con carta topografica alla mano, con il sig Capitano Bacci, dietro le rovine di una casa che ci riparano abbastanza dai tiri.

La mitragliatrice avversaria che ci sta di fronte a circa 5oo metri ogni tanto canta.

Il capitano mi comunica che per ora la situazione è incerta e che la linea del Gorgazzo non può essere subito raggiunta, ma che spera con un movimento cauto di aggiramento di catturarla. Esso è molto agitato, o meglio nervoso, in seguito ad un ordine troppo categorico del Sig Maggiore di avanzare a qualsiasi costo.

Per quello che posso cerco di tranquillizzarlo, promettendogli di esporre la situazione esatta al Maggiore.

Riprendo la strada del ritorno. Il nemico sembra quasi sappia che la strada è percorsa da tre uomini  perché ci accompagna a cannonate che, miracolosamente, non accoppano nessuno.

Arrivo al Maggiore e con lui ho una discussione vivacissima a riguardo della 7^ Compagnia  che lui vorrebbe già arrivata alla linea del Gorgazzo.

Ore 13,30. Giunge una chiara e semplice comunicazione del Capitano Bacci che la mitragliatrice che sbarrava il passo con ardita manovra di accerchiamento e con tiro di contro-mitragliatrice, effettuata da nostre armi, è caduta in nostro potere e che i suoi serventi sono stati trovati morti sul posto.

Momento di gioia! La linea del Gorgazzo comincia così ad essere occupata.

Ore 13,40 circa. Giunge l'ordine di proseguire l'avanzata e puntare su Musile. Frettolosi ordini vengono dati.  La 7^ Compagnia fa da avanguardia.

Povero Stevenazzi (il mio miglior ciclista al quale volevo tanto bene per il suo coraggio e per la sua franchezza) è stato trovato disteso morto lungo la ferrovia proprio sulla strada percorsa poco prima da me.  Egli portava un ordine che era già stato recapitato.

Il nostro Battaglione è quello maggiormente spinto in avanti.  Le informazioni dagli alti comandi sono assunte tutte da noi.

 

Il comunicato Diaz riporta la resistenza incontrata sul Gorgazzo dicendo che tutta la riva del Piave era stata conquistata meno una piccola zona attorno a Musile ove si trova ancora resistenza.

Il nemico è in fuga.

Alle 6 si entra in Musile; dopo poco tutto il Battaglione entusiasta e pieno di rinnovate energie, date dal morale elevato e non da forza fisica, si distende lungo l'argine del fiume ricominciando la vigilanza del fiume sospesa per soli pochi giorni, in attesa che altri reparti giungano per distenderci sulla sua destra e sulla sua sinistra.

Si ha notizia che il nostro secondo Battaglione che opera sulla destra ha incontrato viva resistenza al Paludetto.  Presto giungono migliori notizie e quindi ci colleghiamo anche con la nostra destra 

Il Maggiore bacia il capitano Bacci e il capitano Orsi (Comandante la 1149^ Compagnia Mitragliatrice) primi giunti con i loro reparti sulle posizioni conquistate. 

 

FINE DEL DIARIO

 

Lì  24-06-1918

 

Mamma carissima,

emozionato ricevo la tua lettera in data 21.  Le tue parole mi hanno commosso e per quanto creda di essere diventato un uomo forte di spirito perché, lo posso dire, ho fatto delle cose che meravigliano me stesso, pure ho pianto di contentezza o meglio non lo so neppure io il perché. Se grande è il sacrificio fatto, immenso è il risultato ottenuto,

Scrivo dalla Piave che, questa mattina dalle sei,per primo,il nostro Battaglione ha raggiunto, vincendo tutte le resistenze e facendo prigionieri in gran quantità con mitragliatrici ed un ingente bottino di guerra, abbiamo recuperato due nostri pezzi da 210 e 4 pezzi da 75 che subito hanno funzionato contro il nemico. Il nemico opponendo poca resistenza è in fuga. Tra i prigionieri catturati vi è un capitano. I sacrifici fatti dai nostri soldati sono veramente grandi,ma sempre forti di spirito,si sono comportati da eroi.  Il pensiero di ricacciare il nemico ha destato uno spirito aggressivo veramente mirabile. Anche io resisto,per quanto la malattia avuta di recente si faccia sentire abbastanza.  Ma ripeto: il nemico fugge e questo mi basta per avere tanta forza per inseguirlo.

Sul mio conto cerca di stare tranquilla,sento di essere protetto.

Vedo ancore che sulla busta metti “Sottotenente”, mentre sappi che sono “Tenente” da pochi giorni.

Il pacco con le calze,nemmeno a dirlo,non è giunto.  Tutto il mio bagaglio è salvo,indietro.  Io mi trovo in linea con le scarpe borghesi e tenuta di panno fatta da Di Ponio (sarto di Roma ndr) che non si riconosce più tanto è strappata,infangata e sudicia.

Baciami tutti tanto,tanto che, in mezzo a tutto quello che sta avvenendo,appaiono alla mia visione. A te, mamma cara, un abbraccio e un bacio dato con il mio massimo affetto

                                                                     Tuo affmo figlio                  Mariano

 

W l’Italia!  WW il 3° Battaglione dell’81° fanteria!

 

 

Lì  26-06-1918

 

Carissimo papà,

come già saprai dalle mie precedenti cartoline il mio Battaglione è stato il primo ad occupare Musile, quel piccolo tratto della Piave che il comunicato diceva essere non ancora occupato, causa la resistenza trovatavi.

Il morale dei nostri soldati è elevatissimo; questo stato di cose ci regge e ci fa affrontare tanti disagi.

Bacioni forti,forti a tutti          Tuo affmo figlio                        

Mariano

 

Lì  01-07-1918

 

Mamma carissima,

ricevo con un mondo di contentezza la tua lettera in data 27 cm .In questi momenti la posta si desidera più delle altre volte; il suo ritardo nella distribuzione ci irrita. I nervi sono molto tesi e basta una piccolezza per inquietarsi. Sono ancora in linea per presidiare le posizioni conquistate,ma presto un provvidenziale riposo verrà a ristorarci dalle fatiche sopportate. Io sto rimettendomi e spero,quando mi toccherà,di venirvi a trovare completamente rimesso. Ti raccomando,mamma mia cara, di stare tranquilla sul mio conto,la bufera forte è passata e quindi non vi deve essere più motivo di inquietudini.

Il bagaglio, mi sembra averlo già scritto,non è andato perduto; lo sarebbe andato se avessimo perduta la battaglia contro gli Austriaci; ma questa è stata vinta nel vero senso della parola. 

Adesso è l’una dopo mezzanotte (il tocco) e nella tranquillità della notte compilo la presente. Gli Austriaci sono rassegnati al destino, che li ha ricacciati al di là del Piave. Dopo 2 giorni di bombardamento infernale hanno gradatamente diminuita la loro ira contro di noi ed ora la linea è normale; si odono i soliti ta-pum dei cecchini e colpi di cannone isolati da ambo le parti.

La Piave nel punto in cui mi trovo è larga 100 mt e con certi fanti si può stare sicuri che gli Austriaci non passano.

Del resto, se ricordi, io, in licenza, ho sempre detto che il nemico non sarebbe passato.

Per quanto riguarda il mio passaggio da Ufficiale di Complemento ad effettivo, come accennavo in una mia precedente, la cosa è un po’ difficile e lunga.

Oltre alla proposta per la medaglia d’argento al valor militare è partita pure la proposta per la Croce al merito di guerra.

Ti dico che sono soddisfatto di aver più volte rischiata seriamente la vita,oltre che per aver fatto il mio dovere,anche perché vedo che ciò è stato apprezzato dai miei superiori.

 

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