Ritorno alla libertà
Elisa Seppenhofer de Mulitsch di Palmemberg racconta prigionia, irredentismo a Radegund, Austria il 11 febbraio 1918
Ieri 11 del 1918 mi alzai già con gran tristezza, mi fu consegnata una lettera della S.V. dell'opera Bonomelli di mio marito il quale accusa ricevuta dei miei vestiti e della mia fotografia, ma mi da pure la triste notizia che tutto il nostro è rimasto a (Trieste e Gorizia?)
Anche l'ultimo filo di speranza è sparito. Mi recai a consegnare la mia posta come faccio tutti i lunedì alla Polizia, il vecchio commissario mi disse ch'ero libera. Mi fece poco caso, sono diventata indifferente a tutto. Credo sia merito del nostro buon amico .. Dionisio Ussai, il mio sconfinamento!
L'altro ieri anniversario della morte del povero Mario!
E quanti tristi giorni mi aspettano ancora. Ho fatto notte pessima, e mi sento prostrata, pure devo darmi coraggio, questa sera avremo gente e dovrò fare buon viso a tutti. Avrei bisogno di muovermi, avere distrazioni o qualche occupazione onde dimenticare tutti i mie cruci. Oggi [...] il 13.2 primo giorno di Quaresima. Pulosiv et in pudoerem severteris
Lunedì quando fui a consegnare le lettere cioè 11.2 l'impiegato che per dire il vero fu con me sempre gentile, mi disse che da 5 mesi ero già considerata libera, ma che non conoscevano il mio indirizzo. Non ebbi ancora il decreto. Bisogna bene che cammini tutto a passo di lumaca, siamo in Au..... Oggi finalmente ebbi il famoso decreto 18.2. Siamo andati a sentire il Loengrin ma con cantanti mediocri. Le donne senza grazia, gli uomini gridano anziché cantare, l'orchestra buona. Teatro zeppo.
[...]
Perdono tutto ma non dimentico! Troppo soffersi per le informazioni che furono date sulla mia persona e fui colpita nel vivo. Guai se mi avesse mancato la mia energia e coraggio.