Elisa sceglie Radegund
Elisa Seppenhofer de Mulitsch di Palmemberg racconta prigionia, irredentismo a Radegund, Austria il 5 maggio 1917
Il 23.4.917 furono chiamati tutti i confinati al capitanato e già prima delle 12 alcuni furono liberi.
Altri, invitati per le 4 pm - e cominciò il supplizio anche per me. Fummo tutti spaventati da forti pianti e lamenti, la Sig. Delo [...] dalla gioia d'essere finalmente libera ebbe un forte attacco di nervi. Fu condotta a casa ove abitava, esanime. Andai a trovarla e vedendomi si mise nuovamente a piangere ed ebbe un secondo attacco. Io purtroppo pratica di queste cose che a Vienna assistetti a molte le usai le cure necessarie. Si calmò e passò bene la note. 2 giorni dopo ella partì per Golden
40 confinati furono del tutto liberi, 14 in parte confinati, cioè non poter abitare città capitali di Provincia o in regioni di guerra, ma del resto scegliere qualunque luogo e libera corrispondenza (almeno apparentemente).
Fra questi 14 più pericolosi sono io e i tre preti russi [...]. Fra pochi giorni lascio questi luoghi poco ospitali, che sebbene passai delle belle ore, ebbi pure ansie e amarezze. Ora mi si schiude un altro orizzonte in meglio o in peggio.
[…]
Dopo infinite corse al capitanato, finalmente tutti siamo provvisti del passaporto. Gli ultimi giorni trascorsero in un lampo coll'impaccare le cose nostre. Ebbi ancora un pacco da Roma, Annette Lanari. Sabato 5 Maggio alle 8 ant. assieme ai Prina e qualche altro abbandonai Poggstall.
Luogo abbastanza bello come villeggiatura ma non come confinamento ed essere guardati di mal'occhio.
Possono chiamarsi fortunati questi tedeschi che hanno guadagnato dei bei danari a costo dei poveri confinati e molti che erano pieni d'impegni e miseria si sono aggiustati le cose per benino. Io non posso lagnarmi, conoscendo bene il tedesco, provavo tutto e anche una certa cortesia.
Così in 9 in una comoda giardiniera si partì per Metz passando il Danubio su barcaccia, tipo di Ferriboat, arrivammo colà alle 10 ½ viaggio abbastanza bello; dopo aver fatto qualche spesuccia e colazione io con altro signore partimmo per Amstaler. a trovare i miei parenti Villat, i Prina passeggiarono per Vienna. La cara Carmen mi attendeva alla stazione e l'incontro fu quanto mai commovente, dopo tanti lunghi mesi e tante tristi vicende.
Gigi soffre di reumi ad una gamba, probabilmente presi a Hadsenan luogo umido e malsano ove era internato.
Mi trattenni con loro fino le 8 9/4 e poi partì per Vienna a raggiungere i miei compagni. Arrivai con forte ritardo e non trovai nemmeno una vettura. Presi il tram fino un certo punto e per arrivare al VIII distretto ove ero diretta all'albergo (Noisen Hahn) di fresca memoria, dovetti scendere e a forza di domandare, trascinando le mie due valigie arrivai al principio della via che conduceva all'albergo. Avvicinata da una guardia, molto cortese che spiegai quanto mi succede mi consigliò di lasciare il mio bagaglio da una sua conoscente che abitava li vicino e che l'avrei ripreso l'indomani mattina. Ma che rischio, dare quel poco che avevo a gente sconosciuta! Ma per fortuna tutto andò bene. Mi recai sempre a piedi all'albergo ove trovai i miei amici che avevano già occupata la stanza per me. Così terminò questa giornata movimentata ed emozionante.
(Dopo qualche giorno Elina Seppenhofer raggiunge la località dove aveva chiesto di soggiornare, Radegund, Ndr.)
[…]
Da una settimana che sono qui (a Radegund, Ndr) e finora non ebbi noia alcuna. Si vive abbastanza bene, il latte è difficile di trovarlo. Ebbi il piacere di rivedere molti amici e conoscenti. Quasi tutti si rallegrarono di rivedermi, quelli poi che mi trattano con sussiego, non son degni di leccarmi le suole. Si rivediamo in patria!... Ricevo spesso notizie di tutti e non mi sembra vero, dopo tanti sotterfugi e noie prendo i pasti in casa dei Fumi, pagando la mia quota