"Eroici attacchi"

Renzo Re racconta combattimenti, feriti, morti, bombardamenti, assalti a Livinnalongo del Col di Lana (BL) il 18 ottobre 1915

Renzo Re era arrivato al fronte come membro della banda musicale del reggimento. Quando la banda viene sciolta viene addetto ai servizi speciali delle compagnie. Il 18 ottobre il suo reggimento inizia l’attacco al Col di Lana

18.10 Dalle trincee di Livinallongo

E’ attacco preparato da un intenso fuoco d’artiglieria, è cominciato stamattina, verso il Sasso di Mezzodì; da quassù si scorgono anche a occhio nudo sulla montagna opposta le grige uniformi del 52° che avanza a meraviglia; si vedono quei puntini neri balzare dal bosco in catena estesa e formazione larga, e balzare nel bosco successivo; l’artiglieria austriaca non ha sparato nemmeno un colpo; alle 18 è la volta del 59° che prende posizione fuori dalle trincee; passiamo la notte tranquilla in un posto di vedetta abbandonato, prosegue il nostro fuoco intenso d’artiglieria.

 

19.10 Mettiamo il posto di medicazione a Brenta; io con Toti, Appiani, Martellini, Marazzino e il cap.no medico Accorinti si continua nel bosco a tergo della truppa; vado a riconoscere il posto del tenente Schiavoni; fuoco intenso di fucileria e mitragliatrici; a quest’ora il 59 sarà all’assalto dei primi fortini. Ore 9 ½. Abbiamo subito un bombardamento spaventoso per colpa di un battaglione del 60° di rincalzo; è per grazia della Madonna se non siamo colpiti; speriamo per ora di stare tranquilli; tanti feriti, specie del 60°.

 

20.10 Io e Pierotti raggiungiamo il tenente Schiavoni; per strada troviamo il povero tenente Giannotti decapitato da una granata; il 59° è all’assalto del Pescoi; è uno spettacolo tremendo; i nostri, entrati urlando in trincea ne sono poi ricacciati dalla artiglieria; si medicano i feriti sotto un tiro micidiale; alcuni restano di nuovo colpiti; con Pierotti mi sono costruito alla meglio un piccolo riparo dietro un sasso; durante la notte lancio di bombe e fucileria che sibilano sopra la nostra testa.

 

21.10 Altro attacco dei nostri, specie della 7a e 12a Comp.; gli Austriaci, respinti, tornano all’attacco numerosi, tanto che è forza abbandonare nuovamente la posizione; numerosissimi feriti che si riparano alla meglio dietro le roccie. 

 

22 e 23.10 Queste due giornate si possono riassumere in eroici attacchi del 59 che conquista varie linee di trincee ma non il fortino, difeso tenacemente. Sono già 6 giorni di bombardamento continuo e snervante; non s’è mangiato che qualche galletta, si soffre la sete e dal giorno 18 non s’è dormito due ore di seguito; sono dimagrito, la faccia pallida e scarna e la barba lunga; qualche sorsata di cognac ci rimette un po’ in gamba.

 

24.10 Arriva di rinforzo il 91° e non sa resistere per una notte al bombardamento continuo che noi sopportiamo da sette giorni; per fortuna che quassù e appena davanti a noi si trova la nostra brigata; il 59° stanti le perdite subite passa in seconda linea; noi tutti, esausti, scendiamo un po’ più in basso presso il Comando.

 

25.10 Questa mattina la 7a Comp. con la baionetta obbliga il 91° a tornare in trincea; soliti tiri quotidiani del nemico che tenta colpire le trincee a qualche decina di metri da noi.

 

dal 26 al 30.10 Abbiamo battezzato la brigata del 91° “Brigata Lepre”. Continuano gli assalti quotidiani al Pescoi; al 27 giugno la notizia della presa del Cappello di Napoleone e del “villaggio austriaco” al giorno 29 con vari fortini con prigionieri; con Pierotti e Genise ci siamo costruiti una baracchetta; segno di lusso; abbiamo anche un braciere; fuori nevica; non si soffre nemmeno tanto freddo avendo coperte sufficienti; nel ritornare da Livinallongo vedo l’incendio di Brenta; si sente il bisogno di viveri caldi; essendo già 13 giorni che non si mangia che scatolette.

 

3.11 Quest’oggi viene l’ordine di scendere a Pian de Migon; giornata nuvolosa che mi permette di passare per la strada delle Dolomiti sino a Salese ove andiamo alla baracca dell’artiglieria; come ci si riposa bene! e con che voluttà si beve il primo brodo caldo! Stiamo lì sino al giorno 7.

 

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