“Si era come stupidi”

Priamo Ferrini racconta bombardamenti, paura, aeroplani a Fossalta di Piave (VE) il 11 dicembre 1917

E la mattina dell 11 Dicembre che mi ricorderò sempre di quel giorno noi tre si era al nostro posto ci avevamo 6 cavaletti di frisia e avevamo la consegna quando vedevamo gli austriaci sull’argine di chiudere la strada e poi scappare.

 

E la compagnia mia ed altri soldati sono andati tutti al lavoro li poco distante tutti sull’argine insomma ci era un buon numero di soldati.

 

Fu verso le otto venne diversi areoplani austriachi ora i soldati tutti fermi per non farsi vedere ma si vicino ci era un maggiore che comandava quei lavori gli fece lavorare mentre questi areoplani erano sempre a girare sopra di noi, poi quando ebbero fatto il suo comodo se andarono.

 

Ma dopo nemmeno una mezzora che si erano ritirati sara circa le nove e principiato un bombardamento su un distensorio  6 o 7 chilometri ma prima tiravano vicino all’argine ma gli facevano poco perché avevano fatto dei bravi barracchini e l’argine era alto non gli prendevano, io che mi trovavo in strada per andare in compagnia per prendere il rancio ma quando o veduto che venivano diverse granate mi sono fermato un po in una buca di una granata, ma poi ho veduto che all’ungavano sempre il tiro sono ritornato indietro ma mentre camminavano veniva giù una pioggia di colpi che non sapevo più in dove scappare  ripari non ce ne erano e io tiravo a scappare per andare al mio ricovero e camminando viene una granata che scoppia poco distante e una sceggia mi prende l’elmetto e me lo fa saltare dalla testa io non mi misi a guardare nemmeno dove ando perché tiravo a scappare, per buona fortuna arrivai dai miei compagni non avevo più fiato la faccia come un catavere, e siamo stati tutti e tre li dentro e sempre picchiavano, si aveva di faccia a noi alcuni pezzi da 75 in pochi colpi buttarono tutto in aria pezzi e abitazioni che si trovava li, ma venivano giù senza risparmio la casa ce la spianarono tutta si era tutti ricoperti si aveva soltanto che un piccolo buco che ci veniva un po di aria dentro si aveva alcune pianta grossissime di fucria ma anche quelle tutte tronate ed una durata dalla mattina alla circa le 9 in fino alla sera alle 10 e noi siamo stati dentro tutto il giorno che ci siamo guardati in faccia uno coll’altro senza nemmeno farsi una parola senza mangiare si era come stupidi con la faccia come i cataveri mezzi sotterrati dalle rovine della casa.

 

Appena cessato il Bombardamento il comandante di Compagnia mando dei porta feriti a vedere se si era vivi ho morti perché aveva veduto che la casa era tutta pianata non pensava più che noi si fosse vivi.

 

Si che è arrivato questi porta feriti e ci hanno buttato via un po di quella roba che si aveva davanti al nostro barracchino e siamo scappati ma si pareva tre pazzi a pensare a quelle brutte ore che si era passato, allora ci hanno dato il cambio e noi siamo andati all’argine e li ci siamno stati un altri po di giorni e poi siano venuti a riparo (riposo) e ci hanno fatto fare tutto a piedi da fossalta di piave a Carbonere che un paese distante da Treviso 6 chilometri ci abbiamo messo due giorni.

 

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