Ferito all'inguine

Cesare Unti racconta feriti, bombardamenti a Lenzuolo Bianco (GO) il 12 aprile 1916

La mattina del 12 aprile guando ci dettero il cambio un Reggimento di Fanteria, io e tutta la mia compagnia si mettevamo in marcia, proprio appena s’era giunto sul camminamento il nemico sparo diverse granate in prossimità nostra e fu così io mi trovai in trabascolato sui rottami di pianta e di una casa distrutta e ferito all’inguine della coscia sinistra, in quel momento mi trovo in una situazione di non poter scappare come fecero gli altri, alla fine a son di invocare aiuto ci fu un granatiere che si chiamava Tonino, che mi cavo da quella pericolosa situazione, allora da quel punto fui portato via in barella fino a S. Florino un paesetto ciera soltanto ritto che il Campanile della Chiesa, e di li fui portato fino alle Baracche di S.Tefano e dopo qualche ora passò l’autombolanza e portato fino allo Ospidaletto da Campo n.97 S.Maria la Lunga presso Palma Nuova, e da questo poi passai per quello di Modena e quello di Firenze, e Lucca, facendo fra tutti tre Ospidali tre mesi, e così pote percepire trenta giorni di convalescienza.

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