"Annientato completamente l'esercito austriaco"
Quattro novembre
Raoul Baccini racconta combattimenti, bombardamenti a Semonzo, Borso del Grappa (TV) il 3 novembre 1918
24 ottobre – Si attacca il nemico sul Grappa. Il ns. Reggimento opera nella zona del Pertica che viene preso. Il nemico contrattacca; parecchie perdite da ambo le parti. Vengo fatti al nemico 2800 prigionieri. Tempo cattivo.
25 ottobre – Proseguono gli attacchi sul Grappa. Abbiamo altre dolorose perdite. Vengono fatti altri circa 2000 prigionieri. Continua il movimento di autocarri. Il tempo è un po’ rimesso.
28 ottobre – Prosegue vittoriosa l’offensiva sul Piave.
Il nostro reggimento viene ritirato dalla prima linea per ricostituirsi.
29 ottobre – Sul Piave si delinea magnificamente la nostra vittoria. Sono espugnate le alture di Valdobbiadene e riconquistata la città di Conegliano. Sul Grappa il nemico si accanisce ancora a tirare con le artiglierie. Nostri reparti attaccano il Monte Asolone.
30 ottobre – Anche la 3° Armata passa il Piave ed avanza verso la Livenza aspramente combattendo. La 10° Armata occupa Oderzo, l’8° e la 12° giungono a Vittorio ed ai monti sovrastanti Valdobbiadene. La 6° Armata rioccupa Asiago. La 4° occupa sul Grappa l’Asolone ed altre importanti posizioni. Il nemico si sfoga a bombardare la città di Bassano.
31 ottobre – Il nemico pienamente sconfitto fugge precipitosamente abbandonando materiali, cannoni, viveri e munizioni; migliaia di prigionieri vengono catturati. Vado sul Grappa per pagamento stipendi agli Ufficiali. Percorro a piedi la mulattiera di Valle Santa Felicita fino a Monte Oro.
Il percorso è pittoresco, la valle è profondamente incassata fra imponenti rocce, si attraversa in un punto sopra un pittoresco ponte sospeso. Bella giornata. Il nemico sembra si stia ritirando anche da questo Massiccio, però le sue artiglierie si accaniscono ancora sulla povera città di Bassano. Sono gli ultimi sfoghi di un nemico vinto!. Il nostro reggimento deve andare in linea a M. Coston per fare una avanzata. Alle 15 circa partono i battaglioni e il comando. Il ritorno a Semonzo in autocarro. Arrivato al piano apprendo la notizia che il nemico in piena rotta fugge verso la montagna e verso il Tagliamento.
La nostra cavalleria è presso Pordenone.
In Val di Brenta e sul Grappa gli Austriaci abbandonano in frettale posizioni lasciando nelle nostre mani quasi tutta l’artiglieria. Sono prese fra l’altro le batterie che sparavano su Bassano. Le nostre truppe occupate le linee nemiche avanzano ora rapidamente alla volta di Feltre. Migliaia di prigionieri laceri e affamati affluiscono ai nostri campi di concentramento. Il nostro reggimento ritorna in Valle dei Lebbi non essendovi bisogno di rinforzi per correre alle calcagna del nemico che fugge precipitosamente. Ormai sul Grappa non si ode più un colpo di cannone; nemmeno la nostra artiglieria può sparare a causa della grande distanza che la separa dai fuggiaschi.
Si stanno portando avanti i pezzi da montagna mentre i grossi e medi calibri vengono invece ricondotti nella pianura. Sulle cime contese da un anno, del monte sacro all’Italia, i nostri soldati accendono fuochi di gioia mentre il nemico, fuggendo, incendia baracche e depositi di munizioni conscio oramai della sua irreparabile disfatta!.
1 novembre – Le avanzate travolgenti delle armate Italiane hanno annientato completamente l’esercito austriaco. I prigionieri si contano oramai a decine di migliaia, i cannoni vengono quasi tutti catturati, il valore dei materiali caduti nelle nostre mani ammonta a miliardi.
Non è questa una vittoria, è addirittura un trionfo!. Ecco vendicato Caporetto!.
La nostra valorosa Armata del Grappa è entrata in Feltre; le altre armate occupano Belluno, le montagne di Asiago e tutta la linea della Livenza. Il nostro Reggimento, come tutta la 15° Divisione, trovasi ancora fermo in Valle dei Lebbi sul Grappa.
2 novembre – Continua rapidissima la travolgente avanzata. Anche la 1° Armata è in azione.
E’ passato il confine della Valsugana, occupato Pordenone e la Cavalleria trovasi già al di là del Tagliamento. Ci arriva la notizia che l’Austria vinta e abbattuta ha mandato al nostro Comando Supremo i plenipotenziari per chiedere l’Armistizio. Le campane dei paesi, silenziose da una anno suonano a festa, soldati cantano per le vie, e la musica della nostra Divisione percorre le campagne suonando inni patriottici e canzoni popolari. Trovo l’amico serg. magg. Gambino sfuggito dalla prigionia nemica.
3 novembre – Al mattino vado a Bassano in bicicletta col ten. Viganoni. La bella cittadina ricomincia a prendere un po’ di vita, libera oramai dal pericolo delle cannonate, essendo caduta nelle nostre mani tutta l’artiglieria del Grappa.
Nel pomeriggio ci arriva la notizia che nostri reparti di marinai e di bersaglieri sono sbarcati a Trieste piantando il vessillo tricolore sulla Torre di S. Giusto. Più tardi arriva un fonogramma dal Comando Supremo annunziante la firma dell’ Armistizio fra l’Italia e l’Austria e la sospensione delle ostilità per le ore 15 di domani; nel contempo apprendiamo che la 1° Armata ha occupato Trento piantando il tricolore sul Castello del Buon Consiglio. Impossibile descrivere l’entusiasmo di noi tutti! Tre anni e mezzo di dolori, di privazioni, di lutti, ci hanno dato finalmente l’auspicata vittoria! Trento e Trieste sono riconquistate alla madre patria, l’Austria debellata è costretta ad accettare le nostre dure condizioni!