Lo spettacolo del Monte Grappa
Monte Grappa
Raoul Baccini racconta vita in trincea a Monte Grappa il 14 aprile 1918
4 aprile – Coi compagni d’Ufficio Bigoni, Mazza e Malventi parto alle 4 del mattino da Liedolo per salire sulla cima del M. Grappa a pagare gli stipendi della quindicina agli Ufficiali del nostro Reggimento, che occupa quella posizione. Il ten. Viganoni parte più tardi a mezzo di un camion. Noi invece facciamo la lunga salita a piedi. Il tempo è pessimo; vento, acqua e nebbia oltre a rendere più faticosa l’ascensione c’impediscono di godere gli splendidi panorami. Da Crespano, per il Santuario della B.V. del Covolo, edificio di stile classico edificato su disegno del Canova in pittoresca posizione, percorriamo la nuova strada mulattiera che sui fianchi di un’orrida e pittoresca gola conduce con numerosissime svolte sulla cima della montagna, a oltre 1700 metri di altezza. Sulla vetta vi è ancora la neve. Essendo questo il centro di tutta la nostra difesa vi sono state costruite numerosissime strade, gallerie, baracche, ricoveri ecc. ecc.. Vi sono pure diverse teleferiche. Notevole è specialmente la grande galleria a parecchie diramazioni, intitolata al Re Vitt. Em. III che si recò ieri personalmente a inaugurarla. Si vede pure il sacello ove sorgeva la Madonnina abbattuta da una cannonata austriaca. Qualche strappo nelle nubi permette di godere un magnifico panorama sulla pianura con i corsi del Brenta e del Piave che si allargano in letto vastissimo. I colli Asolani e quelli di S. Zenone sono appena percettibili data la loro poca altezza al confronto di questa cima. Mi trattengo a mangiare con i miei amici del Comando di Reggimento e dopo avere adempiuto al nostro servizio scendiamo col. ten. Viganoni giù dalla montagna, non senza fare qualche ruzzolone a causa di una mezza sbornietta presa. Meno male che il tempo si è un po’ rasserenato ed ha cessato di piovere. Il nemico fortunatamente ci ha lasciato in pace. Alla sera, un po’ stanchi ritorniamo a Liedolo..