È peggio la neve delle granate
Luigi Raffaelli racconta freddo a Col di Lana (BL) il 16 novembre 1916
Giuseppina carissima,
ho ricevuto tue cartoline e lettere, godo nel sentirti in buono stato di salute ed ho piacere che queste tue mi pervenghino regolarmente- Ed io? E’ un affare molto ma molto serio… guai a mettere il naso fuori, quassù non si scherza, non sono più le granate che ci fanno paura, non più il solito tampuru bavarese, ma bensì è la neve.
Bimba mia che lavoro! Quest’anno è di molto più dell’anno passato. Il metro si aggiunta 3 e 4 volte.. i barometri arrivano a segnare 20 gradi sotto zero e si spezzano… Il vento non smette mai… la tormenta ci avvolge le valanghe fanno paura.
Ed in mezzo a questo.. ecco il tuo Gigi… Non me la passo poi tanto male, potrebbe esser peggio… ma quasi sempre resto bloccato dalla neve… il vitto capita gelato, le teleferiche per trasporto di generei d’uso non possono funzionare… e così appena al principio inverno siamo ceri inermi e quale gelati. Osserva anche che esile mi servo.. Come scarabocchio, come son breve… come vengo di rado.. tutto causa mezzi.. e folle e imprudente sarebbe mandare un soldato o il mio attendente in giro.. Questa scritta, te la spedisco con la corda da questi 2580 metri che sicuro che poi prenderà il treno per giungere a te, come presto sarò io che bramo voi tutti rivedere … riabbracciare
bacioni tuo Luigi