Monti di pace e monti di guerra

Luigi Raffaelli racconta famiglia, vita in trincea a Col di Lana (BL) il 17 ottobre 1916

Sorella carissima,

ho ricevuto la tua lettera, e sento con mio grande dispiacere che non ricevi mie nuove. Eppure quasi giornalmente, ricevendo le tue, io mi affretto a rispondere, il tuo indirizzo lo so e ti ho scritto… scritto.. Non lo credi? Credi proprio che ti abbia dimenticato? No, non lo pensare che tanto mi fa pena il sapervi in pensiero lo provo io e per quello vengo e vengo… con lunghe nuove. Se non hai ricevuto miei scritti, li riceverai. Tanto e tanto ti diceva nelle mie, e cartoline e lettere, ed ora non sono a dirti che, altrettanto ci avrei, poiché è più ancora ciò che dovrei dire…

Mi dici nella tua lettera che vai a passeggiare a 1200 metri… mi affermi che ti par di veder noi? Ma tu sogni! Tu non comprendi! Non sai che dove si trova quella gloriosa Brigata Reggio è un’altezza che si avvicina a 3.000 metri? Non sai e non vedi cosa lassù , come noi si prova e il freddo di 12° gradi.. e la neve di circa 2 metri!!! Come fai presto a sognarti  i nostri monti confrontandoli cò tuoi… ma.. ma… qual confronto? E’ un’utopia il vederlo…. Non è possibile. Dove tu ti trovi, a confronto di questi ghiacciai, è una collina…ancora gli uccelletti vi sono … Ma qua?!

Tutto è muto e deserto di fauna e flora …una cosa sola vi è – La Guerra

E quel manto bianco .. di Verginale sposa sognato, quel manto dico, viene spesso e spesso sventrato, annerito da granate, calpestato, abbracciato, invermigliato dal sangue di questi Eroi . Ma tutto lasciamo . Lo sai che c’è di nuovo? Sono imboscato ancor io, mi trovo in carica speciale.. sono Aiutante maggiore in 2° . Sono il capostipite del 3° Battaglione… dopo il caro Maggiore che su tutto vengo io.. e col senno e con la mano..

Ed ora? Ora che ti scrivo, sono al telefono, dirigo un piccolo spostamento.. tutto bene, me ne sto in una galleria e qui ne manco i 420 di Guglielmo arrivano.

E’ da ieri sera che qui sono finiti i 12 giorni di turno di riposo… eccoci di bel nuovo e fino al giorno 28.. siamo noi i padroni. E’ di poi? Una speranza grande, immensa, infinita mi alletta.. ed.. eccomi.. in licenza. Questa volta vengo, stai sicura.. anche a Forno (Fornovolasco) vengo, e di corsa, non mi paventano i suoi pericolosi e faticosi 1000 metri.

Ora ti saluto e ti dico: “….. hai capito? Addio e tante care cose.

infiniti baci…bacioni tuo L. Raffaelli

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