Compleanno in trincea
Luigi Raffaelli racconta famiglia a Col di Lana (BL) il 11 giugno 1916
Luigi Raffaelli compie i suoi 25 anni in trincea. Una lettera alla famiglia diventa l’occasione per concedersi una lunga riflessione sui mesi trascorsi al fronte e sulla sua partecipazione alla guerra.
Voi tutti a me carissimi,
anche quest’anno mi è stato concesso di poter vedere il sorger del sole di questo giorno che tanto vuol significarmi. Ed ecco susseguirsi di fati:
Chi l’avrebbe detto che fossi nato per le guerra? Chi l’avrebbe immaginato che a più di un anno mi sarebbe stato concesso il vivere ancora, dopo tutto quello che ho visto, sofferto, e per si nobile causa sopportato?
Ma meglio così, forte e coraggioso è colui che non teme la disgrazia, che non stima il destino, tutto disprezza, tutto rifugge e solo spera, dato il momento sempre mai imprevisto, nell’aiuto divino e nella fermezza di spirito che di forza morale, fisica, intellettuale…
E’ così, date le vicende di ricordevole vita trascorsa fino a questo 25° anno, tutto mi è con tempo e rassegnazione passati, tutto e tanto mi rievoca….
Quale divergenza di cause!!
L’anno passato, come oggi, ero là presso quella gola di Plava, là, da dove ne dovevo riuscire incolume, da quella granata che fu assai prudente…
E di là ancora, quanto susseguirsi di vicende, che dopo aver pagato il contributo con un po’ di sangue, ancora in perfetto stato, risono di bel nuovo, dopo più o meno ore tremende, momenti d’ansia, trepidazioni incomincerei a goder di questo giorno la luce, a poter come oggi fare, brindare cò miei compagni. Ed il giorno mi si presenta, oggi bello, ed il sole non comun, fa rilucere la neve non lungi caduta avant’ieri… Ancor la natura mi vuol presentare omaggio, sa del suo Gigi… che tanto spera e confida; che quantunque scettico nelle varie diversità, solo si preoccupa e sfoga con solita allegria l’idioma dell’esistenza a cui è aggiunto il motto: soffrire amando, … amare soffrendo… e nel continuo martirio consumare la vita…
Ma tutto auguriamoci sempre bene…confidiamo in Dio, e come sempre, sorridendo, disprezzando, siamo pronti, né succedersi dè perigli, ne cozzi tumultuanti, né desiderati assalti di nobil e sacrosanta causa ad onorificare il mondo, l’umanità, sia pure a pericolo di vita…
Ma lasciamo…
Vi ringrazio infinitamente degli auguri che mi fate… mantenetevi sempre in bene e con preghiere aiutate nell’intento il vostro Luigi, sempre forte, pronto, sollecito, infaticato ne resti contra ai disagi, acciocchè meglio la morte sia, anziché esserne vile.
Vi bacio pertanto e gradite questi fiorellini son miesotis, raccolti in questa valle, è frutto della flora alnina che è tanto ridente, tanto espressiva. Salutatemi tutti e con sempre speranza di potervi riabbracciare vi bacio tanto
aff Luigi