L'anello nuziale

Domenico Bacci racconta morti, orrori a Monastier (TV) il

Un episodio accanto all’altro!...Non fa caso!...tempi anormali.
Prima di seppellire le sei Salme, avevo preso il piastrino di riconoscimento, ricopiato il nome e cognome, fatte fare alla meglio le sei crocette di legno, dove appunto scrissi il nome e cognome del Caduto e il giorno della morte, come si soleva fare allorquando il tempo e le circostanze lo permettevano.
Le salme venivano sepolte – s’intende bene – senza cassa, e avvolte nel proprio telo da tenda.
Ebbene, quella volta nel calare la Salma nel fondo della fossa, di uno di quei sei Caduti, vidi penzoloni un braccio, e nelle dita della mano, vidi luccicare l’anello nuziale!
“Giovanotti! “dissi agli Zappatori: “bisogna assolutamente levargli l’anello dal dito, perché è l’anello nuziale!... Chi sa la povera Sposa, la povera Mamma, e chi sa i poveri figli, come rimarranno quando sapranno che il loro Babbo è morto!... e quell’Anello nuziale, potrebbe essere l’unico conforto e l’unico ricordo!...”
Ritentarono più volte a levarglielo, ma non veniva!...il dito era gelato!
“In qualunque modo, bisogna levarglielo e mandarlo come ricordo alla famiglia!”.
Ritentarono ancora, con tutti gli sforzi!...L’anello non veniva.
“Ebbene, dissi, se trovate il modo di levarlo, vi darò un fiasco di vino!”
Non l’avessi mai detto!
Un soldato coraggiosamente, sprezzante ogni timore di infezione, si portò il dito alla bocca, lo strinse coi denti, mentre gli altri, gli tenevano e tiravano il braccio!
L’anello venne, sbucciando la pelle che cadde tra i denti del coraggioso, e sanguinante, lo consegnò a me, che a suo tempo lo inviai alla famiglia!
Contenti di averla vinta!...contenti di aver guadagnato il fiasco del vino!...che se lo bevvero gioiosamente.

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