"La voce della fame"
Disfatta di Caporetto
Domenico Bacci racconta ritirata, retrovie, fame a Candelù (TV) il ottobre 1917
Il regimento di Domenico Bacci è in rotta dopo la disfatta di Caporetto. Sta per arrivare al Piave
“La voce della fame!” Era dalla mezzanotte che si camminava, e l’orologio segnava le ore 14!.. lo stomaco reclamava i suoi diritti!... I Soldati nei loro tascapani custodivano le gallette, distribuite loro prima di partire, e poi buona parte si erano riforniti a Cormons svaligiando negozi di rifornimento. E fra questi si annoveravano non pochi Ufficiali e sotto Ufficiali.
…ma, e il Cappellano?...e il Generale di Brigata?...e il Comandante del reggimento?...Questi per prudenza e rispetto alla loro dignità, non si erano frammisti alla truppa degli assalitori.
Strada facendo incontrammo alcuni paeselli a destra, o a sinistra, e in uno leggemmo la scritta: “Generi di consumo”! Entrammo, ma purtroppo prima di noi vi erano stati altri, ed avevano lasciato gli scaffali vuoti”…nulla, in alcuna stanza!
Proseguimmo ancora, ed eccoci in mezzo ad un paesello, che si estendeva a destra e sinistra, con bei negozi di diversi articoli!...Mio Dio! Tutto visitato da altri, tutto svuotato di tutto, e soltanto in un negozietto solitario fuori di centro, trovammo un quarto di quelle grosse forme di parmigiano emiliano. Il proprietario era fuggito spaventato. Contenti di quella manna, vera grazia di Dio, ce la dividemmo – eravamo una diecina – e ci ristorammo lo stomaco vuoto!
Siamo in prossimità del Piave; a Candelù.
Eravamo due soli: Io e il Sig. Generale di Brigata.
Avendo scorto tra i pochi fabbricati rurali la Chiesa Parrocchiale pensai di presentarmi al Parroco chiedendo francescanamente un pezzo di pane per ristorarci.
Giunto davanti alla porta d’ingresso, sentii più persone parlottare animatamente fra di sé, voci maschili e voce femminile.
Tesi l’orecchio, non compresi parola.
Bussai!...
Silenzio!...
Bussai ancora!
Silenzio!...
Ribussai per la terza volta, e ancora silenzio!
Allora incominciai a dire: “Non abbiate paura, sono il Cappellano, un Sacerdote, un Religioso di S. Francesco!...”
A questa dichiarazione la porta si aprì subito. E prima che io dichiarassi il motivo di quella visita, immediatamente la donna disse:
“Il Parroco non c’è!...è andato nel villaggio vicino presso il suo Amico!”
Ed io: “Grazie, non importa!...sono io solo ed il mio Comandante di Brigata Sig. CEI di Torino!...desideriamo un pezzo di pane, e un bicchier d’acqua, per poterci rifocillare.”
Ed Ella: “Subito, passino passino, vengano in salotto che porterò loro pane e una bottiglia di vino!”
Non solo, ma col pane e col vino, ci portò pure un bel grappolo di uva.
Le altre persone che parlavano insieme erano sparite.
Ci rifocillammo, ringraziammo, incoraggiammo, dicendo di non aver paura, che i Soldati non erano bestie feroci.
Fatto questo, riprendemmo la via che doveva condurci ad attraversare il Piave.