Nasce la figlia di un soldato

Ambrogio Moschini racconta famiglia a Villa Vicentina (UD) il 4 novembre 1916

Il 4 dicembre 1916 Ambrogio riceve un telegramma che porta una notizia attesa, ma espressa in una forma che lo getta nel panico. 

Ho ricevuto il telegramma che mi dice della nascita di Jeanne, lo ho avuto ma non così altre notizie. Non ti dico in quale angoscia mi abbia piombato la frase sarebbe bene tua presenza. Fu messa allo scopo di ottenere la licenza, oppure le cose non andarono bene, come io, dal più profondo del cuore io auguravo e pregavo....

Povera la mia Juliette, hai sofferto molto? Non ti so dire come intensamente come desideravo e temevo a un tempo questo momento che pur doveva arrivare, ne quanto mi sarebbe stato di conforto essere vicino a te....

Sei stata un po' delusa che fosse una piccina? Quello che Dio vuole, non ti nascondo che potendo scegliere avrei preferito Jean.... D'altro lato non ti prendere pensiero purché la piccina con la sua cara mamma siano in buona salute. Essa poi mi sarà sommamente cara, come pegno vivente di un patto concluso fra noi. Tu me comprendra ma chérie e tu sauras que ton mari veut avec son bonheur le tien. Mi dirai che cosa dissero Alberto e Silvia, e Antonietta che si era tanto dichiarata avversa, si è ricreduta o vuole ancora che si regali alla zia Maria? ...

Com'è la piccola, è bella grassoccia, e tu dimmi come stai, fatti animo, non lasciarti cogliere da malinconia o tristi pensieri, abbi fede nell'avvenire.

Mi scriverai non appena possibile, io aspetterò con pazienza, non commettere imprudenze.
Salutami tutti, massime la zia Teresa che sarà stata con te. Baciami mamma e papà, carezza per me i bambini e dò un bacione alla benvenuta che è tutta nostra e sarà buona e bella da compensarti dei sacrifici.

Ciao cara, ti bacio amorosamente stringendoti al cuore
Ambrogio

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