Buon Natale dal vostro soldato
Ambrogio Moschini racconta famiglia a Cervignano del Friuli (UD) il 18 dicembre 1915
È il 18 dicembre 1915 e Ambrogio Moschini, soldato del genio impiegato presso il comando della III^ armata, scrive una lettera alla famiglia nella quale, oltre agli auguri, trasmette pensieri affettuosi e raccomandazioni ai figli.
Carissimi papà, mamma, moglie e figli miei,
otto giorni oggi è Natale, il vostro soldato si sente in obbligo di mandarvi gli auguri suoi che vi giungeranno graditi dalla Nuova Terra d'Italia. Che il Cielo vi assista, vi dia quella felicità che dovrebbe essere premio ai buoni ai giusti.
L'anima mia sarà con voi il dì di Natale e se il mio corpo è tanto lontano, non per questo parteciperò meno alla festa della famiglia. Antonietta, dimmi bene la poesiola., la sentirò col cuore insieme alle paroline di Silvia, visto che con gli orecchi non posso sentire e tu piccolo Alberto balbetta papà, ti sente il pa' Tita per me e lui e la mamma daranno a voi tutti, bimbi belli e cari, quei baci che io non posso darvi. Mamma Juliette poi vi darà quello che il Bambino, passato dalla baracca di papà, avrà lasciato per voi. Purché ben inteso siate buoni, ubbidienti a mamma, mamma Limpia e Savina.
[…] Non fatevi nessun pensiero triste a mio riguardo, credetemi sto bene, sono al caldo, mangio e dormo bene, sono ben voluto dai superiori che mi apprezzano certo più di quello che effettivamente valgo. Sono certo di rimanere qui in ufficio, compio con gioia il mio compito e non posso desiderare di meglio... come soldato, per il resto lo sapete pure cosa desidererei, tornare, trovarvi tutti in ottima salute e felici. Vi scrivo con lo stampato della situazione, che tutti i giorni deve essere portata al maggiore al Comando della Terza Armata, cosi vedrete cosa faccio.
Così io tengo il ramo, materiale da costruzione, materiale in ferro e acciaio, materiale per difese, riscaldamento e cucine, benzina, olio, ecc., esplosivi e varie. La mattina faccio quello che capita, scrivo lettere, controllo fatture, poi comincia il vero lavoro che non si può abbandonare. Faccio lo scarico dei registri di tutto quanto uscì in giornata, segnandovi partitamente a chi e quanto uscì, poi faccio il carico di quanto arrivò, che va unito alle rimanenze di magazzino del giorno prima, fatta la differenza con lo scarico ho la consistenza del giorno. Tutto ciò ogni sera alle sette deve essere finito,alle otto c'è rapporto a Cervignano. Raffaele vi dirà dove e come sto.
Fate gli auguri miei a zio Tan e a tutti i parenti. Mi scrisse Juliette dell'incendio di Lecco, non ne ho letto nulla sui giornali. Sappiatemi dire qualcosa di preciso. Vi raccomando una cosa sola: non state in pesiero per me! Tenetemi sempre caro, vi bacio tutti facendo mille voti per voi. Il vostro Ambrogio.
P.S. Ciao Tonietta e Silvia mi saluterete tanto le vostre signore maestre, fate per me gli auguri alla signora Emilietta Monti, alla quale direte che le tengo un po' di broncio, perché non mi ha mai mandato una cartolina, neanche di quelle della Croce Rossa. Va da se che il Bambino del papà essendo venuto solo e povero (perché i muli carichi di ogni ben di Dio restarono impigliati fino al collo nel fango sarà opportunamente sostituto e a questo ci penseranno la mamma, il Pa' Tita e la mamma Limpia. Salutate tanto Savina.
Ambrogio