Cadorna: “La nostra linea si ripiega secondo il piano stabilito”

Disfatta di Caporetto

Amario Vitale racconta ritirata, civili, fame a Casarsa della Delizia (PN) il 28 ottobre 1917

Entrai senza esitare in uno stretto ambiente a piano terreno e che serviva da cucine; rimasi quasi inosservato dai soldati che la popolavano e che erano addossati gli uni agli altri in atto di dormire, qualcuno tremava!

Avevo fame, sete, avevo sonno. Scorsi una marmitta ai miei piedi sotto un tavolo, ne tolsi il coperchio, era vuota il fondo però era coperto da un sottilissimo strato di pasta ingommata, ma cotta, mi accinsi con le mani ascorticarla  e potei mangiare così quel meschino cagnesco avanzo che sapeva soltanto di fumo. Ma non avevo che finito di stuzzicare l’appetito.

Depositai la mantellina sulla marmitta ed uscii nella speranza di trovare qualche persona caritatevole; e nonllungi feci ingresso in altra casa. Una vecchierella con tre bimbi erano seduti intorno ad un focolare quasi spento, una piccola fiaccolata illuminava i loro pallidi visi. Come un pezzente che domanda la carità domandai: “ Di, buona donna, ha qualche pezzo di pane? ho fame, fame..” e ciò dicendo, non posso fare a meno di dirlo, grosse lagrime solcarono le mie gote. Il piangere è da spiriti deboli, ma anche da spiriti buoni, dice il Barrili.

“Niente, niente mio caro figliolo-risponde la vecchietta nel suo dialetto veneto e lagrimando anche essa i tuoi compagni mi hanno portato via tutto, non ho pane neanche per i miei piccoli” Ringraziai e vergognoso come un pezzente al quale viene negato la carità sortii rassegnandomi.

Andai a rincattucciarmi insieme agli altri nella cucina del personale della stazione Radio.

Pochi minuti dopo un radiotelegrafista cilesse il comunicato di Cadorna della giornata precedente; esso diceva:

“Bollettino Italiano di guerra 27 OTTOBRE 1917-

La mancata resistenza di qualche unità della seconda armata che vigliaccamente batté in ritirata e che vergognosamente si arrese al nemico permisero alle forze AUSTRO-TEDESCHE di irrompere nella nostra ala sinistra. Sulla fronte Giulia la valorosa resistenza delle nostre truppe no riuscì ad impedire al nemico di calcare il sacro suolo della Patria. La nostra linea si ripiega secondo il piano stabilito. I depositi dei paesi sgombrati furono distrutti. Il valore mostrato dai nostri soldati nel corso delle indimenticabili battaglie combattute e vinte durante due anni e mezzo di guerra danno fiducia al Comando Supremo e questa volta ancora L’ESERCITO al quale è affidato l’onore e la salvaguardia del paese saprà compiere il proprio dovere. Generale CADORNA” –

Lasciando da parte i commenti, tremante per l’umidità e battendo i denti dal freddo mi raggomitolai su me stesso e strappai a tratti un po’ di riposo durante la notte.-

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