“Eppure era realtà, crudele realtà”
Disfatta di Caporetto
Amario Vitale racconta bombardamenti, ritirata, retrovie a Udine il 25 ottobre 1917
Il 25 ottobre 1917, a Udine, arrivano le prime notizie su quello che sta accadendo al di là del'Isonzo, a Caporetto
25 OTTOBRE - Sono improvvisamente svegliato da un allarme, il solito. Ma…che diavolo succede?....un rumore….un chiasso…qualche cosa d’indefinibile: credetti fossero gli areoplani abbuttar bombe, macché l’inferno alla fronte continuava. Mi volgo a sinistra, vedo Del Rosso che durante la notte era tornato dalla poco piacevole gita, era sveglio tutto sbalordito, stanco.
- “Che hai? Raccontami, quali nuove porti da Cividale?”- gli domandai.
- “ Dio mio,- risponde - ho cercato, ma invano di mio fratello; dopo aver tanto girato e domandato , un suo compagno, che ho trovato per caso, mi ha detto che era partito per Caporetto. Mi dispiaceva dover partire per la Macedonia senza neppure salutarlo, mi decisi così cercarlo a tutti i costi. Mi sono avviato verso Caporetto malgrado l’infernale bombardamento, spesso mi sono incontrato con saldati smarriti e soldati di rincalzo pronti per andare all’assalto. Mi è stato impossibile continuare oltre, sicché’ più che la paura, la prudenza mi ha costretto tornare ad Udine; Dio mio che orrore, appena giunto a Cividale ho saputo che il nemico aveva sfondato il nostro fronte e che Caporetto stava per cadere, presi poi il treno ed ora sono qui”-
Se una spada avesse trafitto il mio cuore in quel momento, mi avrebbe fatto certamente meno dolore. Gli Italiani, pensavo fra me, che si fanno respingere dopo combattuto e vinto tante aspre battaglie? Ma è mai possibile? Eppure era realtà, crudele realtà.