Prigionieri contro prigionieri
Ugo Mario Venturelli racconta prigionia, fame, cibo a Rastatt, Germania il 23 novembre 1917
La vita nel campo di concentramento di Rastatt è dura per il tenente Venturelli e non soltanto per i disagi e le umiliazioni imposte dal nemico.
Nel pomeriggio il Comando Tedesco ordina di versare le nostre tessere.
Tanti ottemperano.
Non mi piace quell’ordine.
È l’unica cosa che resta come ricordo del reparto in cui eravamo effettivi e poi porta anche la fotografia.
Mi viene il sospetto che il Comando voglia fare un album e metterlo in mostra in qualche museo a portata di tutti i visitatori.
Sotto questa impressione, non verso la tessera. Come me fa il mio amico Dott. Sacchi.
Alla sera seconda distribuzione del rancio.
Prima danno il formaggio che dovrebbe corrispondere a 50 g. ma non è nemmeno 20.
Che formaggio è ? È una specie di ricotta granulata e acida. Per correggere quell’acido vi hanno messo delle semenze di anicino.
La seconda razione, che dovrebbe essere di 500 g di patate, ce la fanno attendere due ore.
Finalmente compare.
Un pastone duro, freddo, e che non arriva a 200 g per individuo.
Si mangia sputando bucce a terra, ma alla fine una specie di furore invade tutti, e in massa ci portiamo di fronte alla cucina a protestare.
Un po' villanamente, è vero, ma eravamo ben giustificati.
Il maggiore addetto alla cucina passa un brutto quarto d'ora; in compenso otteniamo un'altra distribuzione di circa 100 g. Come mai? Perché le patate che erano già cotte, non ce le danno assieme alle prime ?
Il fatto è sintomatico.
Le sentinelle tedesche ridono.
Che bello spettacolo che abbiamo dato !
Sabato 24
Il Maggiore della cucina si è dimesso. Finalmente !
E per ciò occorreva proprio la dimostrazione di ieri sera ?
E di fronte al nemico vincitore !
Ci domandiamo se la nostra patria poteva vincere con Ufficiali che, prigionieri come noi e con noi, ci sfruttavano nel magro vitto.