A picco

Giuseppe Trentini racconta aeroplani, morti a Salcedo (VI) il 1918

Un bel mattino di Gennaio assistetti ad uno spettacolo terribile e magnifico. Erano circa le 9 quando 3 areoplani nemici vennero a farci visita. Noi uscimmo dalla casa per goderci lo spettacolo sfidando i bossoli e le spolette. Intanto  i nostri cacciatori piombavano come folgori sul gruppo nemico e lo disperdevano. I due apparecchi nemici di scorta se la filarono subito lasciando l'osservatore solo ed in balia dei nostri; questi si diresse verso Lusiana, ma proprio al disopra del paese il nostro cacciatore rimasto fino ad allora fra le nubi calava a picco come un falco sul nemico. La sua mitragliatrice fece una scarica di pochi colpi e subito l'apparecchio avversario si sbandò e prese fuoco: il momento era terribile e noi tutti guardavamo col cuore stretto la terribile scena, quando a metà caduta si vide benissimo un corpo umano buttarsi fuori dal velivolo in fiamme, agitare un poco le braccia, scendere a picco come uno straccio qualsiasi. Rimanemmo esterrefatti a guardare la tragica scena pensando alla terribile morte di quel povero disgraziato che aveva avuto il coraggio di buttarsi fuori per non morire bruciato. Tra le due morti non so quale sarebbe stata la migliore! Il velivolo cadde presso S. Caterina e gli arditi subito accorsi in luogo pensarono per prima cosa di spogliare i 3 aviatori di quanto ancora avevano di oggetti di valore e così fecero anche del capitano che si era buttato fuori al quale tolsero anche gli anelli che aveva nelle dita. Ci vuole proprio un coraggio da ardito delle fiamme nere per fare certe cose!

Eventi e luoghi