Lettera del 24 marzo 1917
Non so che effetto propriamente mi abbia fatto questo riposo; ma mi pare di essere stato tanti, tanti anni solo, lontano dalla vita come un eremita ed ora nella compagnia di tanti miei colleghi con cui da tanto tempo non avevo potuto più trascorrere un po' di tempo assieme. E che gazzarre la sera quando abbiamo finito di mangiare! Se qualcuno dell'Italia ci vedesse in certi momenti direbbe certamente tra sé "Poveri giovani! la guerra ha loro scombussolato le menti!". Forse da un lato potremmo essere anche diventati un poco pazzi agli occhi di chi ci guarda, ma noi sentiamo di ragionare, di essere uomini e forse più uomini di tanti e tanti altri che sembrano superuomini. Ed io mi gitto quasi con voluttà in mezzo a questa pazzia apparente per dimenticare i tanti mesi trascorsi in un forzato cenobismo. E che grida, che canti, che allegria la sera mentre si vuotano via via i bicchieri spumanti. In questo Hotel bruciato e cadente ci sembra di stare meglio che in qualunque sala sontuosa di una grande città. Ho ricevuto ieri una vostra lettera in cui c’era una violetta conservata nell'ovatta: era profumata ancora; conservava il suo dolce profumo come se fosse stata ancora fresca. Non so dirvi che impressione facciano quassù i fiori; non so, non oso dirvi, perché non saprei........
Lettera del 12 aprile
E' venuto giorni fa un aspirante al battaglione: da borghese era professore ed ha una certa età: credo trenta anni. E' sempre mesto e taciturno; pensa sempre all'Italia, ai bei tempi di pace quando era professore; sempre mesto e melanconico. Al vedere le nostre baldorie ci domandava come mai potevamo essere tanto allegri. Oh! l'allegria!...Quante volte il sorriso spunta amaro sulle labbra! Quante volte si ride, si scherza, si canta per non piangere, per non mostrare la propria debolezza. Le nostre anime sono sempre le anime di una volta, le anime sensibili dei giovani; i nostri cuori sono sempre i cuori di una volta, i cuori traboccanti di affetto dei giovani; ma i nostri occhi hanno perduto le lacrime, ma la nostra bocca ha imparato il sorriso che sa nascondere il dolore. Ed alle volte, quanto sforzo costa un sorriso soltanto per non farci chiamare deboli!... Ma?!....Il tempo è molto variabile; ora nevica, ora c’è il sole; da tutto il complesso però si vede che la primavera non è lontana. Il sole quando è limpido comincia a far sentire il suo calore e la neve diminuisce sensibilmente di spessore. La mia salute, è ottima...