I riflettori contro gli aeroplani

Giuseppe Tiburni racconta bombardamenti, aeroplani a Pietrarossa (GO) il 25 settembre 1917

25 settembre. La notte calma. Il giorno ogni tanto arriva qualche scrapnels senza farci danni.

La sera alle 9 io e altri 3 andiamo in un piccolo posto davanti alla trincea circa 100 metri a montare di vedetta per stare attenti ai segnali e io monto per il primo, per un po' di tempo stà tutto calmo e non si sente nemmeno un colpo, ma verso le 10 si vede alzare per l'aria un razzo che chiede l'aiuto dell'artiglieria. Subito la nostra artiglieria apre un violento fuoco di sbarramento sulla 1a linea austriaca e in tempo di 5 minuti i cannoni le bombarde e le mitragliatrici sono tutte in azione e la linea si trasforma in una grande striscia di fuoco che va dal mare fino presso Castagnevizza. Gli austriaci non rispondono nemmeno con un colpo. Dopo una mezz'ora di questo inferno cessa il bombardamento dal mare fino un bel pezzo più in sù di dove si sta noi, ma verso Castagnevizza seguita ancora per un quarto d'ora poi cessa tutto e vediamo per l'aria i segnali tricolori che indicano il ritorno alla calma.

Finito le mie 2 ore di vedetta viene un'altro e mi da il cambio, e io mi metto assieme agli altri dietro un muricciolo di sassi. Verso le11 ½ si sente per l'aria il rumore degli areoplani e vediamo accendersi giù lungo la costa austriaca un gran numero di riflettori, allora si capisce che gli areoplani sono nostri, uno di questi resta preso in mezzo hai fasci di luce dei riflettori e noi lo vediamo benissimo che tenta di scappare mai i riflettori lo accompagnano mentre gli crapnels gli scoppiano d'attorno, ad un tratto vediamo l'aeroplano uscire dai fasci di luce e lo sentiamo allontanarsi verso la nostra linea, poi più niente.

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