Albero con vista sulla battaglia
Giuseppe Rondoni racconta combattimenti, bombardamenti a Moraro (GO) il 10 giugno 1915
Fu per me emozionante la serata del 10, quando i nostri fecero un’avanzata. Erano a poca distanza da noi, e da una pianta sulla quale ero montato, potei osservare e sentire benissimo gli scoppi dei proiettili nemici e nostri, ed il crepitio della fucileria. Erano le 10 circa, e tutto oscuro, com’era, non si vedeva che un fuoco continuo, eccettuato qualche piccolo intervallo. Durò fino alla una; ciò che più impressionava erano quei famosi razzi illuminati, che s’alzavano dalle loro colline, a circa duecento metri, e ricascavano in prossimità della nostra truppa facendo una luce chiarissima. Questi permettevano loro di vedere dove si trovava la nostra truppa e batteria con facilità. Alla mattina arrivarono da là i bersaglieri ciclisti, e dissero che avevano avuto pochissime perdite, però erano in uno stato compassionevole. Basti dire che per due giorni interi dovettero stare rannicchiati in piccole tane fatte da loro con la baionetta per ripararsi dai shrapnels nemici dai quali erano bersagliati ed è da immaginare che questi due giorni li passarono quasi tutti interi senza mangiare.