Un giorno uscendo trovai per le strade molti manifesti attaccati ai muri “ La Patria ha bisogno di braccia, di aiuti, migliaia di feriti aspettano di essere assistiti, fate il corso delle infermiere della Croce Rossa”. Avevo sedici anni, l’età per essere assunta era diciassette. Piena di coraggio e di volontà mi presentai, ma non c’era niente da fare ero troppo giovane. Non mi detti per vinta, tramite amici di mio padre fui presentata all’insigne Prof. Hjrlei, fui accettata.
Mesi di lavoro durissimo, lezioni più severe, insegnanti molto esigenti. Ebbi una grossa mortificazione: un giorno mi fu detto di preparare un ferito per l’amputazione di una gamba. Non avendo sufficiente pratica, ed essendo molto timida mi fermai interdetta. La suora che vede la mia incertezza mi fa segno di aspettare il suo aiuto; il medico che si accorge della mia intesa con la suora si mette ad urlare: “Sorella la sua misericordia finisce all’ombelico?!!!”. Fu una mortificazione che non ho mai dimenticata in trentacinque anni della mia vita di infermiera! Passarono mesi, la guerra infuriava sempre di più. Una mattina appello in ospedale per scegliere chi partirà per il fronte insieme all’ospedale da campo! Non mi vollero includere per la partenza, però dopo ventiquattro ore ero insieme alle mie compagne in treno, verso la Russia (Vladimir Valinsky). Ospedale nominato “Zita di Borbone”. Viaggio lungo, stancante, Praga, Cracovia, Varsavia e così via, a Varsavia scesi dal treno per pochi minuti, soldati dappertutto, nella sala d’aspetto un immenso quadro di Francesco Giuseppe Imperatore d’Austria sulle cornici, seduti centinaia di ucraini che sporcano tutto il quadro che era di una altezza di più di quattro metri. Questo quadro era stato fino ad allora una reliquia, avevo diciassette anni ma capii già allora che avremmo perduto la guerra. Militari dappertutto, feriti ovunque, visi pallidi e spaventati, tutti intirizziti di freddo, borghesi e militari, tutto questo spettacolo infierì sul mio animo un solco che mi accompagnò per lunghissimi anni.