Battaglia di notte

Piero Rosa racconta combattimenti, bombardamenti, assalti a Zible Vrh, Slovenia, dintorni il 3 settembre 1917

Alle 21 mentre tentiamo di prendere sonno, scoppia sulla nostra prima linea un furioso contrattacco austriaco. Richiamato così brutalmente alla realtà , mi precipito alla feritoia.

Abbasso razzi rossi illuminano sinistramente la valle; scoppi di bombe a mano, mitragliatrici gracchianti, la fucileria infittisce. In tutto questo frastuono s’ode distintamente l’urlo degli attaccanti nemici.

Ad un ordine ricevuto i mitraglieri che sono con noi si armano e scendono a precipizio in prima linea. Constato l’aumentata intensità del crepitio delle mitragliere che dinota la loro entrata in azione.

Tutto ciò è successo nello spazio di pochi minuti ed i razzi rossi continuano a salire invocando aiuto. I nostri devono aver sgombrata la trincea che il nemico ha assalita perché è evidente l’avvicinarsi del tiro. A buon conto, con Sonzini ,  mi armo di fucile per difenderci all’occorrenza. Se i nostri fanti non frenano l’attacco è in questa trincea che si dovrà costituire la difesa.

Il momento si fa tragico! La lotta si accanisce a non più di cinquanta metri. Tolgo dal treppiede il goniometro e metto nella custodia lo Zeiss.

Ma, e l’artiglieria, cosa aspetta? Probabilmente senza notizie dalla linea, non si azzarda di sparare così alla cieca. Improvvisamente, prima i 75, quindi i 149 aprono un fuoco serrato di sbarramento, formando una parete di fuoco sulla trincea di prima linea. Giungono di corsa dei rincalzi che volano giù del camminamento in soccorso dei compagni.

Ormai il nemico è contenuto, ma chi ci capisce qualcosa nel putiferio di laggiù? Un quarto d’ora passa ed una staffetta giunge ansante, chiedendo l’allungo del tiro. Lo comunico alla staffetta dell’artiglieria da campagna e l’allungo viene subito dato. Ancora un’altra mezzora di combattimento poi il nemico viene furiosamente contrattaccato e costretto a battere in precipitosa ritirata.

Questa volta non sono passati dei prigionieri; passano invece dei feriti…

….Non ci siamo più coricati….

I mitraglieri non sono ritornati che a giorno fatto; mancano di sei compagni che riposano laggiù. Raccontano le loro vicende…. “Se l’artiglieria tardava ancora cinque minuti eravamo tutti spacciati”.  Ma quando il nemico, preso dallo sbarramento dei nostri pezzi e dal loro contrattacco, non ha più trovato via di scampo, allora… si legge nei loro occhi come sia stata tremenda la vendetta!

Eventi e luoghi