Assalto a una botte di vino
Disfatta di Caporetto
Paolo Ciotti racconta ritirata, dissenso a Torsa (UD) il 30 ottobre 1917
Da giorni i soldati italiani si ritirano dopo lo sfondamento del fronte a Caporetto
Noi eravamo impotenti a frenare tutti gli ossessi, e a convincere i più rivoluzionari che la guerra non era finita e che la popolazione che subiva le violenze e il sopruso, era italiana. Avevamo abbastanza da fare per tenere ordinati i nostri soldati, i quali, a onor del vero, marciavano discretamente in ordine. Solo qualcuno, quando passava davanti a una casa abbandonata, dove gli sbandati si fermavano a svaligiare e a ubriacarsi, forti dell'esempio volevano fare altrettanto. Ma bastava minacciarli con un argomento persuasivo (la rivoltella in pugno) perché ritornassero in rango. Ho ancora presente la scena che successe a Torsa, allorché, avendo visto una botte piena di vino, fuori di una casa, parte della truppa, si gettò all'assalto. Io, il Capitano Mercadante e altri, corremmo con la rivoltella in pugno verso la turba ubriaca e gridando ai soldati le più atroci ingiurie, riuscimmo ad allontanarli. Quanti militari ubriachi incontrammo lungo la strada! Non ne ho mai visti tanti! Giacevano per terra, come morti, facendo ribrezzo.