Giacinto Pagliai
militare, 208° reggimento fanteria, brigata Taro, poi 62°, brigata Sicilia, caporalmaggiore
Sinalunga (SI)
, 11 febbraio 1895
/
24 agosto 1918
Un epistolario formato da due serie di lettere: la prima è costituita da quelle che Emilio Pagliai invia alla sorella Zelmira dall’ottobre del 1913, quando presta servizio militare a Milano fino al 13 novembre 1915, pochi giorni prima della sua morte, avvenuta per ferite riportate in combattimento sul monte San Michele durante la Quarta battaglia dell’Isonzo. La seconda serie è data dalle lettere che il fratello minore Giacinto invia alla sorella dal giugno 1916 al luglio 1918, un mese prima della sua morte in Albania, per malattia. Le lettere dei due fratelli, uniti da un tragico destino, sono state depositate all'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano nel 2012, testimoniano un grande affetto per la sorella e per tutta la famiglia.
Racconta
famiglia
Giacinto Pagliai è al fronte e dal fronte scrive lettere dal fronte alla sorella Zelmira. Comincia a farlo nel 1916 e sembra che senta l'esigenza di sostituire in questa pratica il fratello Emilio Pagliai che a Zelmira ha scritto fino al 23 novembre 1915. Fino a quando è morto in guerra, sul Monte San Michele.
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Poggio Medio li 4-3-17
Sorella mia Carissima
Dopo un lungo desiderio finalmente ho ricevuto tua cara lettera, la quale mi ha fatto molto tranquillo sentendoti in ottima salute, che il simile posso per il presente assicurarti che segue di me.
Credevo che tu non volessi scrivermi...
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Dallo scoppio della guerra molti lutti si sono abbattuti sulla famiglia Pagliai. Giacinto ha perso prima il fratello maschio Emilio morto in combattimento, poi il padre. Un altro fratello, Arturo, richiamato al servizio militare viene prima ferito in combattimento e poi fatto prigioniero. Giacinto nell’aprile del 1918 viene inviato in Albania, da qui scrive una lettera in cui cerca di rassicurare la sorella Zelmira sul proprio stato ed esprime la speranza di poter rivedere i propri cari.
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Giacinto Pagliai fa la spola tra la costa italiana e quella albanese nell'estate del 1918. Scrive una lettera alla sorella Zelmira: sarà l'ultima. Come è già accaduto al fratello Emilio morto in combattimento sul Carso, Giacinto troverà la morte durante la guerra, a causa di una malattia contratta in Albania.
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